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Svolta è storica a Mesola, Duò sindaca di centrodestra

Lorenzo Gatti
Svolta è storica a Mesola, Duò sindaca di centrodestra

È la prima volta per una donna, sconfitto l’uscente Padovani

11 giugno 2024
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Mesola Il comune di Mesola, per la prima volta nella propria storia, sceglie un sindaco donna, Lisa Duò. Ma c’è anche una seconda novità: la sindaca eletta è infatti espressione di un’area di centrodestra. Una svolta storica per il Comune di Mesola andata oltre ogni previsione. Lisa Duò guiderà il Comune grazie a una messe di 1.569 voti, pari al 50,68% del totale. Con la lista "Uniti per Mesola" diventa prima cittadina, prevalendo per 42 voti sul sindaco uscente, Gianni Michele Padovani, che cercava la conferma per il terzo mandato. A lui non sono bastate le 1.527 preferenze, corrispondenti al 49,32%.Una manciata di voti quindi, la differenza, che ha dimostrato come queste amministrative siano state combattute voto su voto nell’urna e siano state decise da un’incollatura. Decisamente bassa l’affluenza ai seggi con 3.214 votanti su 5.600 aventi diritto, corrispondenti al 57,39% degli elettori. Approfondendo l’analisi, hanno votato più uomini, 1.631 (59,61%), che donne, 1.583 (55,27%). Questo a dimostrazione di una disaffezione dell’elettorato mesolano che si è riflessa anche sul voto per le amministrative.

Con la sindaca entrano in consiglio comunale Alessandro Tancini, vicesindaco designato, Simone Seghi, Ivan Crivellari, Tamara Finotelli, Elisa Foli, Gessica Massarenti, Licia Peddis ed Irma Prando. All’opposizione siederanno, con Padovani, Lara Fabbri, Davide Bordini e Stefano Bellini. Trentaduenne, residente a Mesola, laureata in giurisprudenza all’Università di Ferrara, Lisa Duò, che lavora come portalettere all’ufficio postale di Pontelangorino, è iscritta a Forza Italia, ama le moto e gli animali. Già poco dopo le 15.30 parte della lista che ha sfidato quella di Padovani stava festeggiando al bar e la prima cittadina eletta era circondata da molti concittadini, che si complimentavano mentre lei veniva interrotta costantemente dal telefonino, il quale continuava a squillare. «Ringrazio la popolazione - ha dichiarato concitata ed euforica Duò -, gli elettori hanno votato per un cambiamento e un vento nuovo in questo comune dandoci l’opportunità di governare. Il risultato finale è andato oltre ogni più rosea aspettativa. Ringraziamo i cittadini che ci hanno votato ma sarò il sindaco indistintamente di tutti. Ci hanno votato perché siamo un gruppo giovane e composto da molte donne che, senza nulla togliere agli uomini, sanno gestire molte situazioni diverse. Con la mia elezione, prima donna sindaco di Mesola, abbiamo scritto la storia. Gianni (Padovani, ndr) si è complimentato con me e mi ha consegnato la fascia tricolore». Poi qualche parola sulla campagna elettorale: «È stata impegnativa ma lineare, si è complicata nelle ultime settimane ma le due liste se la sono giocata sportivamente. Da domani si comincerà a lavorare e io mi metterò in aspettativa al lavoro perché voglio fare il sindaco a tempo pieno. Entro venti giorni convocherò il primo consiglio comunale e comunicherò i nomi degli assessori, ma voglio che tutta la squadra resti unita. Per prima cosa guarderemo il bilancio e ci muoveremo di conseguenza. Se me lo aspettavo? Ci ho sempre creduto ma negli ultimi due giorni a causa della stanchezza e di alcuni problemi di salute, mi ero scoraggiata». Prima della proclamazione del risultato, nel locale plesso scolastico, coi presidenti dei nove seggi da cui era attesa, Duò ha ricevuto le congratulazioni del coordinatore provinciale di Forza Italia, Fabrizio Toselli giunto a Mesola, e poi via, alla festa in un bar in piazza. Lo sconfitto Raggiunto al telefono, Padovani, per dieci anni primo cittadino di Mesola, esprime con considerevole fair play i propri complimenti alla neosindaca. «Appena ho saputo - il suo commento - l’ho chiamata e mi sono complimentato con lei. Nella vita si vince e si perde. Siamo rispettosi del verdetto dell’elettorato e auguriamo un buon lavoro al nuovo sindaco e alla sua lista. Desidero ringraziare la mia squadra ed il nostro elettorato».