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La tragedia

Ferrara, il pirata della strada che ha investito l’anziana sulle strisce pedonali: «Non mi ero reso conto»

Daniele Oppo
Ferrara, il pirata della strada che ha investito l’anziana sulle strisce pedonali: «Non mi ero reso conto»

Si è costituito dopo un’ora il giovane che ha travolto con una Panda Walmen Cavalieri. Suo padre è invalido da decenni dopo essere stato colpito da un’automobile pirata

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Ferrara Si è costituito dopo un’ora dalla tragedia. È andato dai carabinieri, al comando provinciale, accompagnato dalla madre insieme alla quale si era recato di nuovo in via Comacchio, dove era convinto di aver colpito un animale, dove poi ha capito di aver ucciso una donna, investendola: Walmen Cavalieri, 88 anni, morta sul colpo dopo essere stata sbalzata di qualche decina di metri nell’urto.

È un ragazzo di 26 anni, residente a Francolino e lavora come cuoco, il pirata della strada, che lunedì sera non si è fermato a prestare soccorso dopo l’incidente. Tornava dal lavoro. Ha incrociato un destino tragico perché a causa sua è morta una persona; perché lo ha reso protagonista di un gesto che per lui probabilmente pesa il doppio: suo padre è invalido da decenni per le lesioni riportate dopo essere stato colpito da un’auto pirata.

L’incidente fatale è avvenuto verso le 19.45, sulla via Comacchio, nella carreggiata che dall’abitato di Cona porta al centro del capoluogo, davanti al civico 164, dove ci sono le strisce pedonali. La signora Cavalieri, secondo quanto appurato finora, le stava attraversando quando la Fiat Panda condotta dal 26enne l’ha colpita con la parte anteriore destra, sbalzandola lontano, uccidendola sul colpo: all’arrivo dei sanitari del 118 con ambulanza e automedica, chiamati da un testimone, non c’era più niente da fare.

Secondo quanto il giovane ha spiegato ai carabinieri - dove si è recato verso le 21, un’ora dopo l’incidente -, si era convinto di aver urtato un animale e, spaventato, non si era fermato. Poi, tornato a casa, ha pensato che qualcuno poteva averlo visto e che lo avrebbe potuto denunciare, così, accompagnato dalla madre, è ritornato in via Comacchio, per la strada inversa. Una volta arrivato lì, si è reso subito conto che era successo qualcosa di molto più grave, che aveva investito una persona, che in quel momento era sotto un telo bianco. E che era scappato, divenendo un pirata della strada.

Quel telo bianco, quella “boa” che indicava una tragedia, ha segnato anche un passaggio umano difficile e l’assunzione piena di responsabilità. Con la madre si è recato subito dai carabinieri, chiedendo aiuto e sostegno al legale che già lo avevo seguito anni fa per un’altra vicenda, l’avvocato Giacomo Forlani, che ne ha la difesa e che ieri si è limitato a dire che il suo assistito «è distrutto, appena ha capito è andato subito dai carabinieri».

Il giovane ha negato con decisione di essersi messo alla guida sotto l’effetto di alcolici o stupefacenti, ma ovviamente per la conferma di queste affermazioni bisognerà attendere l’esito degli esami tossicologici ai quali è stato sottoposto all’ospedale Sant’Anna di Cona. Prima che lui si costituisse spontaneamente, i carabinieri si erano già messi all’opera per individuarlo, ascoltando i testimoni sul posto, cercando e visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, dalle quali ottenere informazioni e dettagli sull’auto pirata. Non hanno avuto bisogno di cercare in maniera disperata. La Fiat Panda, che presentava evidenti segni riconducibili all’incidente, è stata sottoposta a sequestro. Il giovane è stato denunciato a piede libero per il reato di omicidio stradale aggravato dalla fuga del conducente. Il fascicolo è in mano al pubblico ministero di turno, Silvia Clinca che probabilmente nei prossimi giorni disporrà l’autopsia sul corpo della signora Cavalieri e una consulenza cinematica per ricostruire con più precisione la dinamica dell’incidente.