Fideiussioni false per appalti, arrestato avvocato di Ferrara
Il professionista indagato per associazione a delinquere. Coinvolte 37 persone in diverse provincie accusate di abusivismo finanziario e truffa
Ferrarese C’è anche un avvocato ferrarese di 57 anni tra i 37 indagati dalle procure di Roma, Milano e di altre città per una presunta associazione a delinquere che aveva creato un sistema per certificare false garanzie a sostegno di fideiussioni utili per appalti pubblici e contratti privati. I valori degli appalti e dei contratti, secondo quanto riportato da una nota della Guardia di finanza, si aggira sui 300 milioni di euro con premi incassati per circa 10 milioni di euro.
Giovedì pomeriggio l’avvocato ferrarese ha subito una perquisizione domiciliare con conseguente sequestro di carte e dispositivi informatici. Ad assistere alle operazioni vi era, come di regola quando è coinvolto un legale, un rappresentante dell’Ordine degli avvocati di Ferrara. Nello stessa occasione i finanzieri hanno dato esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare nei confronti del professionista. I provvedimenti sono stati emessi dalle procure di Roma e Milano. Gli vengono contestati i reati più gravi, compreso l’aver fatto parte dell’associazione a delinquere, nonché la truffa aggravata e reati legati all’abusivismo finanziario, che nell’indagine complessiva comprende anche l’aggravante della transnazionalità. L’indagato è assistito dall’avvocato Giovanni Sorgato, che non ha rilasciato dichiarazioni a La Nuova.
La perquisizione e la misura cautelare sono state eseguite dai finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria, che hanno operato anche nelle province di Roma, Milano, Firenze, Rimini, Pesaro-Urbino, Rovigo, Bari, Brindisi, L'Aquila, Ancona e Verona. Sono state applicate tre misure cautelari personali in carcere e cinque ai domiciliari, con sequestri preventivi per circa 10 milioni di euro, nonché decreti di perquisizione domiciliare ed informatica nei confronti di 15 persone fisiche e cinque giuridiche. Secondo gli investigatori vi era un sistema per il rilascio di garanzie da parte di soggetti incapaci di assicurare l'effettiva copertura degli impegni assunti, anche avvalendosi di professionisti e di un vasto reticolo di società dislocate anche all'estero, che avrebbe immesso sul mercato, nel triennio 2020-2023, 109 garanzie, di cui 84 rilasciate abusivamente, in quanto emesse da soggetti non abilitati e 25 false, con cui sono stati garantiti appalti pubblici e contratti privati per circa 305 milioni di euro con conseguente incasso di premi per circa 10 milioni di euro. L’indagine è molto complessa e vede un coordinamento tra la Procura di Roma, quella di Milano e la Procura europea di Venezia, con i l coinvolgimento di nuclei specializzati della Guardia di finanza.
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