Didattica, studentati, laboratori: l’università di Ferrara investe 167 milioni di euro
Cantieri sempre aperti e investimenti nel rettorato Ramaciotti
Ferrara L’università promuove la ricerca e la diffusione della conoscenza scientifica, questa la sua funzione primaria. Considerato da un altro punto di vista, però, l’ateneo è anche patrimonio edilizio, corpo funzionale, arredi e strumentazione da tutelare e valorizzare. Una struttura che deve essere manutenuta e adattata alle esigenze di chi studia e lavora per o nell’università. Con la crescita degli ultimi anni Unife è entrata nel novero delle grandi accademie grazie ai suoi 28mila iscritti e sta investendo, per gli scopi già ricordati, fondi per un valore che sfiora i 170 milioni di euro. Lavori inseriti nell’ultimo piano triennale degli investimenti (2025-2027). La rettrice, Laura Ramaciotti, precisa che rispetto a questa somma, «40 milioni di euro derivano da bandi ministeriali, 27 da contributi del Piano Opere pubbliche regionale post-sisma e 4 dal Fondo sviluppo e coesione (accordo Governo-Regione)».
Tra i cantieri avviati e in corso due riguardano il dipartimento di Matematica di via Machiavelli. Sono l’aula magna per la didattica (3.1 milioni di euro) e il piano di adeguamento e ammodernamento energetico (l’importo è di 4.5 milioni). Nei Nuovi Istituti Biologici di via Borsari l’intervento sulle aule (3.3 milioni) è stato concluso da poco; ora si attendono i collaudi mentre gli operai sono ancora al lavoro per l’adeguamento alle norme antincendio avviato nello stesso complesso (4 milioni di euro). Il cantiere del nuovo polo didattico sta prendendo forma da qualche settimana all’ex Sant’Anna: le opere (aule per oltre 1.800 studenti e parcheggio multipiano con 40 stalli) sono state finanziate con uno stanziamento di 29.2 milioni di euro. È giunto nella fase del progetto esecutivo l’appalto per una nuova struttura destinata alla didattica nel Polo Scientifico Tecnologico, in via Saragat (7.8 milioni) mentre sono già al lavoro gli operai per il riammodernamento e l’ampliamento del Cus (6.3 milioni di euro).
Il cantiere per il restauro dell’Ippodromo, dove sorgerà uno studentato con circa 120 posti letto (24.5 milioni di euro), sono già partiti. L’appalto più consistente del piano triennale, per il volume di risorse che assorbirà, pari a 65 milioni di euro, è previsto nei quattro edifici storici di via Savonarola (Renata di Francia, ex sede del rettorato, Palazzo Strozzi, Tassoni-Mirogli e Palazzo Gulinelli). Il più vicino alla consegna dei lavori è Palazzo Gulinelli (9.1 milioni di euro); il primo lotto, che accomuna gli altri tre edifici, vale 55.6 milioni di euro, ma è ancora in attesa delle valutazioni della Regione. Uno degli investimenti che la città chiede all’ateneo riguarda i posti letto per gli studenti, perché la pressione della domanda di abitazioni condiziona il mercato immobiliare e i canoni di affitto. Tra le strutture che Unife ha deciso di riservare all’accoglienza degli iscritti c’è la residenza da ricavare nella Casa dello studente (4.2 milioni), in fase di progettazione come l’intervento sulla Mensa universitaria di corso Giovecca (2.5 milioni). Non c’è ancora il via libera della Regione per il ripristino della facciata della Biblioteca di Santa Maria, in via Mortara (750mila euro).
L’intervento strutturale sulla Cattedrale del Polo Scientifico Tecnologico (6.1 milioni) è in progettazione, altri 150mila euro saranno spesi, nello stesso complesso, per la ristrutturazione del Corpo F; 120mila euro costerà invece la messa in sicurezza all’ex Crocette. È partito intanto, il secondo cantiere per l’adeguamento sismico delle palestre del Cus (2.4 milioni). A Palazzo Turchi di Bagno il restauro costa 1.5 miloni; i lavori per l’attivazione dell’Industry hub (laboratori) e dell’archivio segreterie studenti in via Saragat (650mila euro) sono stati ultimati da poco. Progettazione finita per l’intervento di adeguamento antincendio dei seminterrati del Polo Scientifico Tecnologico (1,5 milioni).
Gi.Ca.
