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Sanità, mancano 120 milioni ma i bilanci di Asl e Sant’Anna sono approvati

Sanità, mancano 120 milioni ma i bilanci di Asl e Sant’Anna sono approvati

I bilanci preventivi 2025 delle aziende sanitarie ferraresi prospettano un “buco” di questa portata a fine anno, anche se mancano ancora alcune entrate. Ieri il sì della Conferenza sociosanitaria

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Ferrara La prima prova d’esame ufficiale del suo mandato Nicoletta Natalini, la manager al vertice di Asl e Sant’Anna, l’ha superata ieri durante la riunione della Conferenza socio-sanitaria territoriale. Mentre a maggio i consuntivi 2024 delle due aziende erano stati bocciati (ma erano ancora il prodotto della gestione precedente, impostata da Monica Calamai, non più in carica dall’1 febbraio scorso) l’organismo consultivo composto dai rappresentanti di Comuni e Provincia nel pomeriggio ha dato l’ok ai bilanci preventivi 2025. I conti evidenziano ancora una volta lo stato di sottofinanziamento del sistema sanitario: la previsione per fine anno è un deficit di 120,4 milioni di euro, 75,9 dei quali in capo all’Asl e 44,4 al Sant’Anna, nonostante la Regione abbia aumentato le risorse stanziate per le due aziende. I comuni amministrati dal centrodestra e dalle civiche vicine si sono astenuti in blocco (unico comune non allineato Voghiera): «È stato un voto di fiducia espresso nei confronti della nuova direzione – ha sintetizzato il presidente della Conferenza, Fabio Tosi – ma ci aspettiamo che a fine anno vengano rispettati gli impegni assunti oggi». Dalle amministrazioni di centrosinistra sono arrivati gli altri sì e l’ok ai due bilanci.

Sono almeno 5 anni, dall’anno di pandemia in poi, che il preventivo delle due aziende sanitarie pubbliche presenta saldi negativi che si sono progressivamente appesantiti. Per la Regione la somma dei disavanzi attesi delle Asl e delle quattro aziende ospedaliere quest’anno si avvicina a 1 miliardo di euro. Ma già l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, e ieri la direttrice Natalini, hanno evidenziato che i costi attesi sono tutti nella previsione mentre resta da definire nei dettagli il riparto delle risorse che viene trattato a livello nazionale dalla Conferenza Stato-Regioni e la Regione – come avviene da qualche tempo – trattiene una parte consistente dei fondi da riassegnare alle aziende per il riequilibrio dei conti a fine anno. Al momento quindi i -120 milioni sono un “buco tecnico” in buona parte da ascrivere all’insufficienza del Fondo sanitario nazionale.

Ieri Natalini ha mostrato una slide in cui la Conferenza Stato-Regioni sottolineava la discrepanza fra la crescita stimata della spesa sanitaria rispetto al 2024 (+3,6%) e l’incremento del Fondo sanitario nazionale (+1,8%). In pratica il governo riversa sulle Regioni la responsabilità di far quadrare i conti finali della sanità, nonostante sia un diritto sancito dalla Costituzione. Sullo sbilancio incide il minor peso della popolazione ferrarese sul resto della Regione (il problema demografico condizionerà molti aspetti gestionali e dello sviluppo locale negli anni a venire in questa provincia). Ma pesano anche il costo dei farmaci, +9,2 milioni (soprattutto oncologici prodotti con nuove molecole e quelli destinati alla cura di malattie rare) e della farmaceutica convenzionata, in particolare per la presenza di una quota consistente di farmacie rurali (+2,4 milioni). In generale gli esborsi sono saliti in tutti i capitoli di spesa: dispositivi medici +5,9 milioni, assistenza protesica +0,5 milioni, costi energetici +11,6 milioni, manutenzioni +6,4 milioni, personale +2,8 milioni, contratti +8,3 milioni.

La direzione ha accolto alcune richieste sulla fornitura di dati uscite dalla Conferenza. Una di queste riguarda la mobilità passiva: prevista in crescita la spesa per le degenze fuori provincia e in regione (un paio di milioni di euro), stabile la mobilità extraregionale (soprattutto verso il Veneto, ma con i rimborsi per degenze in calo). I pazienti ferraresi vengono ricoverati in strutture emiliane, fuori provincia, soprattutto per Ortopedia, Chirurgia generale, Ostetricia-ginecologia e Urologia. A richiamare pazienti verso l’Asl dal resto della regione sono soprattutto Radiologia, Laboratorio analisi, Oculistica, Ostetricia-ginecologia mentre per il Sant’Anna sono, tra i più attivi, Genetica medica, Laboratorio analisi, Oculistica, Radiologia, Medicina nucleare e Radioterapia.

Le due aziende sono focalizzate, per il 2025, soprattutto sul governo dell’emergenza pre-ospedaliera 118 (soccorsi adeguati, tempi di intervento da rispettare), istituzione del numero europeo delle centrali (116117), consolidamento dei Cau e riduzione dei tempi di permanenza in Pronto soccorso, specializzazione delle strutture ospedaliere, potenziamento della Chirurgia vascolare, consolidamento dell’Anestesia pediatrica, Clinica virtuale oculistica (follow up da remoto), sviluppo provinciale del Centro per le patologie tiroidee, potenziamento delle reti specialistiche provinciali. Sui tumori avanzeranno i progetti per la profilazione genetica delle neoplasie e per la diagnostica con biopsia liquida (ricerca marcatori tumorali nel sangue e altri liquidi biologici).  

Gi.Ca.

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