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Appello a Cento: serve un servizio h24 di primo intervento ostetrico

Appello a Cento: serve un servizio h24 di primo intervento ostetrico

Il Comitato cittadini uniti in soccorso al Pronto soccorso: in ore notturne e nei festivi c’è solo Cona per le emergenze, la politica dia risposte concrete

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Cento Un appello per istituire un servizio H24 di primo intervento ostetrico a Cento. A rivolgerlo alla politica è il Comitato Cittadini Uniti in Soccorso al Pronto Soccorso di Cento, ponendo l’attenzione su un problema connesso alla chiusura del Punto Nascite di Cento. Tra fine maggio e inizio giugno, ricorda il referente Marco Gallerani, due episodi hanno acceso una spia rossa sui disagi per la soppressione del  servizio: un parto in casa «concluso positivamente grazie al papà che si è dovuto improvvisare ostetrico in teleassistenza», e una nascita avvenuta nel Pronto Soccorso, in orario diurno, quando erano presenti i medici specialisti in ostetricia e ginecologia. Ma se questo fosse avvenuto nelle ore notturne o nei festivi? Si chiede il Comitato.

L’interrogativo rimbalza anche in «un post sui social di un dottore pediatra centese ormai in pensione» che «dopo tanti anni di onorato servizio al Santissima Annunziata, pone l’attenzione su una questione effettivamente importante e cocente, ma che è stata colpevolmente elusa anche da noi. Eppure, era lì: bastava considerarla». E rimarcarla «in Regione, all’incontro che era stato indetto per comunicare la chiusura del Punto Nascite», ribadisce Gallerani.

Il punto è che «a seguito della chiusura definitiva del Punto Nascite, ogni tipologia di visita ostetrica, anche durante tutta la gravidanza, può essere eseguita solo se programmata in un Ambulatorio divisionale, al Consultorio o in libera professione. Tutto questo, naturalmente, in giorni feriali e in orario di visita. Ma cosa succede in caso di emergenza improvvisata? All’ospedale di Cento non esiste più un servizio H24 di primo intervento ostetrico!».

Di conseguenza, «se una donna in gravidanza presenta un problema acuto (piccolo o grande che sia) deve recarsi al Pronto Soccorso ostetrico-ginecologico di Cona, perché se si presenta al Pronto soccorso di Cento, sono costretti a mandarla sempre a Cona o, solo in orario diurno, possono dire di contattare il ginecologo che la segue».

Un disagio aggravato dalle condizioni della viabilità: «con la condizione attuale della superstrada Ferrara-Mare, occorrono 50 minuti per raggiungere l’ospedale di Cona, si comprende quanto sia grave la situazione che può venirsi a creare in caso di urgenza».

Da qui, «un appello accorato alla politica centese, tutta – Amministrazione, Consiglio comunale e Commissione Ospedale – affinché si faccia attiva promotrice, presso le istituzioni preposte, per la creazione all’Ospedale di Cento di una struttura di primo intervento Ostetrico-Ginecologico attiva H24 e così riempire, almeno parzialmente, il vuoto che la chiusura del Punto Nascite ha creato». Un obiettivo «realizzabile – insiste Gallerani _ perché non richiede l’organizzazione di una struttura complessa, ma la presenza H24 di uno specialista pronto a prendere in carico una situazione di emergenza. Se la politica non può darci 100, almeno ci dia 50».

Sbagliata, conclude il Comitato, la scelta politica «di concentrare solo a Cona, per tutto il vasto territorio ferrarese che va da Cento al mare, un servizio sanitario vitale come quello del parto e ora la politica dia una risposta concreta a questo stesso territorio che si è visto privare di tutto questo. Si abbandonino divisioni, si mettano in secondo luogo gli interessi politici di parte e si dia questo necessario contributo alla comunità centese. E’ un dovere morale, prima che politico. La maternità ha bisogno di aiuti concreti, non di solo vaghi annunci solidaristici».