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Il caso

Fiscaglia, finto ingegnere tenta la “truffa dell’asfalto”

Fiscaglia, finto ingegnere tenta la “truffa dell’asfalto”

Un uomo si è presentato in un’azienda per vendere del bitume “avanzato”, ma i dipendenti non ci sono cascati

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Fiscaglia «Sono ingegnere di Germania, ho visto le buche nel piazzale e posso coprirle in fretta perché mi è rimasto del bitume da alcuni lavori di asfaltatura che stavo facendo qui vicino; voi dovete pagare solo la manodopera». È nata così quella che in gergo viene definita la “truffa dell’asfalto”, un raggiro che un uomo ha cercato di concretizzare in un’azienda del comune di Fiscaglia. Alla fine è stato solo un tentativo, perché gli impiegati hanno fiutato le cattive intenzioni e hanno declinato rapidamente e con fermezza l’offerta del signore.
 

L’uomo, sulla trentina, nei giorni scorsi si è presentato all’interno di una ditta che si trova sul territorio comunale di Fiscaglia. È arrivato tutto solo alla guida di una Panda bianca, sfrecciando all’interno dell’area di parcheggio antistante gli uffici dell’azienda.

Certamente l’abito non fa il monaco – ripete il proverbio – ma il fatto che il conducente si sia presentato soltanto con un caschetto giallo da lavoro dicendosi un ingegnere arrivato dalla Germania ha fatto suonare un primo campanello d’allarme tra i dipendenti. A quel punto il presunto professionista, con un accento e una pronuncia lontani sia dall’idioma italiano che da quello tedesco, ha offerto di coprire le buche – effettivamente presenti sul piazzale – con del bitume avanzato da alcuni cantieri vicini, quindi materiale da smaltire in eccedenza.

Il prezzo da corrispondere per il lavoro sarebbe stato esclusivamente quello della manodopera. Ed qui che si inserisce la truffa, il tranello nel quale spesso cittadini o imprenditori cadono: convinta la vittima, infatti, i lavori vengono eseguiti rapidamente, effettuando anche ulteriori interventi oltre a quelli concordati, applicando un sovrapprezzo e pretendendone il pagamento dietro la minaccia di azioni legali.
 

Questo è ciò che di norma accade, ma a Fiscaglia le cose sono andate diversamente. Gli impiegati, sapendo che in zona non vi erano cantieri in corso d’opera e dubitando dell’identità e del modo di fare dell’uomo, hanno rifiutato la proposta dicendosi non interessati. A quel punto il furfante è risalito sulla Panda bianca e in fretta e furia si è dileguato.
 

Tentativo che, questa volta, non è andato a segno grazie all’attenzione di dipendenti e imprenditori dell’azienda, ma che nella nostra provincia ha già visto pubblici e privati cadere nella rete della “truffa dell’asfalto”