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Copparo, Berco riparte dal patto sull’integrativo. Nel futuro il settore difesa e sicurezza

Copparo, Berco riparte dal patto sull’integrativo. Nel futuro il settore difesa e sicurezza<br type="_moz" />

Ieri l’incontro al Mimit, prossima verifica a settembre. L’accordo al voto dei lavoratori

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Copparo Negoziati alcuni istituti economici validi per il prossimo triennio, salvaguardata l’intera parte normativa e, per la prima volta, introdotta la riduzione dell’orario di lavoro a 30 ore settimanali, a parità di salario, per i lavoratori impiegati nelle turnazioni più disagiate, consentendo così di salvaguardare ulteriori 70 posti di lavoro.

Questi gli elementi di maggior rilievo dell’accordo sull’integrativo aziendale raggiunto mercoledì tra sindacati e direzione di Berco. Ieri l’ipotesi di piattaforma sulla contrattazione di secondo livello è stata illustrata al Ministero per le Imprese e il Made in Italy e ora la parola passa ai lavoratori, chiamati a esprimersi a fine mese sull’accordo. Il tavolo di monitoraggio al Mimit è stato aggiornato al 29 settembre, ma già all’incontro di verifica di ieri sull’intesa quadro faticosamente stabilita il 10 aprile, sono state poste le basi per il rilancio dei siti di Copparo e di Castelfranco Veneto e per la garanzia della continuità produttiva: «il Governo ha confermato che, entro settembre, sono previsti sviluppi concreti nei contatti tra Berco e importanti realtà industriali nazionali, che potrebbero aprire nuove prospettive di crescita e rilancio», sottolineano Loris Scarpa coordinatore Siderurgia per la Fiom-Cgil nazionale, Stefano Bondi, segretario generale Fiom-Cgil Ferrara e Massimo Baggio della segreteria Fiom-Cgil di Treviso.

«Con l'accordo odierno stiamo mantenendo tutti gli impegni assunti per sostenere il rilancio di Berco e tutelare i suoi lavoratori – conferma il ministro Adolfo Urso –. Dopo il ritiro della procedura di licenziamento collettivo avvenuto lo scorso aprile questo nuovo passo offre una prospettiva di stabilità, avviando un processo di riconversione degli stabilimenti e di valorizzazione delle competenze presenti».

Per la Fiom l’intesa sull’integrativo - che sembrava essersi arenata a giugno - «rappresenta un significativo passo in avanti», in una lunghissima vertenza aperta lo scorso ottobre con la dichiarazione di 550 esuberi tra Copparo e Castelfranco Veneto, ovvero la metà della forza lavoro. Ci sono volute 400 ore di sciopero, il blocco delle produzioni e dei cancelli per ottenere il ritiro dei licenziamenti, un risultato reso possibile «con il forte sostegno della cittadinanza di Copparo e delle istituzioni comunali e regionali». La Fiom rivendica l’apporto fondamentale della mobilitazione dei lavoratori, portatori di un punto di vista troppo spesso ignorato da manager che per pure logiche finanziarie decidono sulla pelle delle persone. Il lavoro non può essere annullato, né tantomeno le sue diversità cancellate».

L’impegno ora, dichiarano per la Uilm il segretario nazionale Guglielmo Gambardella e di Ferrara Alberto Finessi, deve concentrarsi «nel rilancio industriale per creare una nuova prospettiva. È importante l’impegno del Mimit e delle Regioni Emilia-Romagna e Veneto nel supportare il rilancio favorendo collaborazioni industriali e commerciali, anche nell’ambito del settore della difesa e sicurezza, per entrambi gli stabilimenti di Copparo e Castelfranco Veneto. Berco ha tutte le potenzialità, know how e impiantistica, per poter cogliere tante altre opportunità di business. Il rilancio industriale della controllata di Thyssenkrupp potrà avvenire se verranno effettuati adeguati investimenti in innovazione, sviluppo prodotti e recupero di quote di mercato con una politica commerciale globale, con un costante confronto con le organizzazioni sindacali sulle future scelte aziendali».

Anche Fim Cisl con il segretario nazionale Valerio d’Alò rimarca l’impegno del Ministero «nel trovare sinergie perché l’azienda possa avere un futuro industriale più ampio sia come prodotto che come mercato e su questo saremo impegnati a monitorare perché il futuro di Berco sia stabile e duraturo». Si tratta di «un pezzo di storia del territorio a cui bisogna dare assolutamente un prosieguo industriale».

Soddisfazione dall’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia: «Si tratta di un passo che mette le basi per il rilancio industriale di Berco, che è sempre stato e rimane il nostro obiettivo fondamentale. Il sito di Copparo deve avere un futuro di crescita occupazionale e produttiva che necessitano di investimenti, innovazione e nuovi sbocchi di mercato. Questo deve e può avvenire in condizioni di relazioni sindacali positive e con l’intervento a supporto di tutti i livelli istituzionali. Su questo restiamo tutti impegnati».

Un ringraziamento infine da parte del sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, «a tutti gli attori per l’impegno profuso e che si profonderà per garantire la continuità di Berco e costruire un futuro solido per il nostro territorio. Continueremo a seguire con attenzione e responsabilità il percorso avviato a tutela dei lavoratori, dell’azienda e della comunità. Come sempre, tutti insieme».

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