La Nuova Ferrara

Ferrara

L’episodio

«Io disabile lasciata a piedi dai taxi in aeroporto». La disavventura di una ferrarese

«Io disabile lasciata a piedi dai taxi in aeroporto». La disavventura di una ferrarese

Chiara è ferrarese, abita a Bologna e per muoversi ha bisogno di una carrozzina. Dopo alcuni giorni in vacanza ha dovuto affrontare una situazione per cui è rimasta senza assistenza per oltre un’ora

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara «Per muovermi ho bisogno di una carrozzina. Mentre arrivavamo all’aeroporto di Bologna, io e mia sorella, ancora prima dell’atterraggio, abbiamo telefonato alle due cooperative di servizio taxi della città per avere un veicolo “prioritario” con pedana, attrezzato per disabili, per caricare me in carrozzina». L’autrice di questo post si chiama Chiara, è ferrarese e abita a Bologna. Dopo aver trascorso alcuni giorni in vacanza con amici e con la sorella, rientrando nel capoluogo, ha dovuto affrontare una situazione che l’ha lasciata di fatto senza alcuna assistenza da parte di un servizio di trasporto pubblico, in aeroporto, per oltre un’ora. Poi la situazione si è risolta, di sera, ma solo grazie all’intervento generoso di un tassista che ha assistito alla scena e ha deciso di intervenire per aiutare Chiara e la sorella, Paola.

«Non potete nemmeno immaginare il disagio causato dal disservizio dovuto alla carenza di taxi accessibili che ha costretto me e mia sorella, oltre che ad una lunga attesa, a pagare un secondo taxi per i bagagli», il commento indignato di Chiara. Paola abita a Ferrara e dice che «anche la partenza da Bologna è stata un incubo. Quando siamo salite sull’aereo ci hanno avvisato che il personale non era riuscito a piegare la carrozzina a motore di mia sorella. “Volete scendere dall’aereo - ci hanno chiesto - o volete partire?”. Abbiamo scelto di partire, ma poi a destinazione Chiara ha dovuto usare una carrozzina a spinta che non le ha consentito di essere più autonoma negli spostamenti». Al rientro, immaginando che il reperimento di un “taxi prioritario” potesse rappresentare un problema, Chiara e Paola si sono messe in contatto in anticipo, sull’ora di atterraggio, con i servizi di trasporto attrezzato.

«È successo altre volte in passato che il taxi arrivasse in ritardo, così abbiamo deciso di chiamare un po’ prima, ma ci hanno risposto che il servizio doveva essere attivato una volta giunte in aeroporto – ricorda Paola – Una volta recuperata la carrozzina a motore lasciata al “Marconi” all’andata, abbiamo quindi iniziato a cercare il taxi e abbiamo telefonato anche ad un’altra società titolare del servizio. La risposta è stata che non c’erano taxi disponibili per quel tipo di trasporto». Neanche rivolgendosi ai taxisti che erano in coda al “Marconi” la situazione, all’inizio, ha potuto essere sbloccata. L’agitazione delle due sorelle, però, ha attirato l’attenzione di uno dei taxisti presenti, «che ci ha informato che avrebbe potuto aiutarci – prosegue Paola – Ci ha anche detto che il mezzo attrezzato avrebbe potuto caricare noi ma non i bagagli, per i quali non c’era spazio. Alla fine è stato necessario coinvolgere un secondo taxi, solo così siamo riuscite ad arrivare a casa. Ci hanno detto che a Bologna ci sono solo 31 licenze per questo servizio. Se è vero sembrano davvero poche per una città grande e provvista di un aeroporto come il “Marconi”». 

Gi.Ca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA