“Lingua blu”, scoperti focolai in due allevamenti del Ferrarese
Attive le misure per limitare la diffusione del contagio, ma non ci sono rischi per la salute umana. La febbre catarrale al centro della Commissione sanità in Regione
Ferrara Nel mese di luglio sono stati individuati due focolai di “lingua blu” in altrettanti allevamenti di bovini presenti nel territorio di Ferrara. Sono attive le misure per limitare la diffusione del contagio, ma non ci sono rischi per la salute umana.
È quanto emerso nel corso dell’ultima riunione della Commissione sanità in Regione, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, nel corso della quale è stato fatto il punto sulla diffusione della “blue tongue” (lingua blu) in Emilia-Romagna, la febbre catarrale che colpisce i ruminanti e che si trasmette attraverso i moscerini di genere “culicoides”. Nell'introdurre l'argomento, Muzzarelli ha ricordato che sul tema c'è preoccupazione. Ad intervenire in commissione è stata Luisa Loli Piccolomini del Settore prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione, che ha subito ribadito che «l’infezione non si trasmette all’uomo» e dunque non c'è alcun tipo di rischio, nemmeno potenziale. In Emilia-Romagna i sierotipi più diffusi sono il 4 e l’8. Da gennaio a marzo sono stati individuati sette allevamenti positivi al sierotipo 4 (1 in provincia di Piacenza, 1 a Parma, 1 a Bologna, 1 a Ravenna e 3 nel Riminese) e uno positivo al sierotipo 8 nel Piacentino, tutti in bovini. Da luglio, sono stati individuati due allevamenti positivi al sierotipo 4, tutti in bovini, in provincia di Ferrara, e cinque positivi al sierotipo 8, tutti in pecore, di cui uno in provincia di Rimini e quattro in quella di Forlì-Cesena, mentre dieci allevamenti sono attualmente sospetti. Non esiste terapia in grado di eliminare il virus, ma la sola terapia applicabile mira a risolvere o attenuare i sintomi (come febbre, scolo nasale e, nei casi più gravi, la lingua cianotica, ossia blu). Da quest’anno è attivo un protocollo di vaccinazione.
Il consigliere regionale Priamo Bocchi (Fdi) chiede intanto monitoraggio su un’altra malattia, la dermatite nodulare bovina, dopo il focolaio riscontrato a Mantova. Mentre in tema di salute umana, il territorio di Ferrara fa parte della rete con restrizione per la donazione del sangue per il contrasto al virus della West Nile.
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