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L’intervista

Unità e alternativa. Zerbini lancia il Pd a Ferrara: «Una segreteria di competenze»

Francesco Gazzuola
Unità e alternativa. Zerbini lancia il Pd a Ferrara: «Una segreteria di competenze»

La segretaria ha nominato i referenti. New entry ed esperti per il «cambio di passo»: ecco chi sono

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Ferrara La discontinuità si vede nei modi, si percepisce dai progetti, si legge nella struttura. Sul Partito democratico di Ferrara è soffiato il primo vento del cambiamento dopo la nomina della nuova segretaria. E al Barco l’altra sera per lei è stato un esordio: prima assemblea da leader davanti ad un centinaio di persone ed è così che Giada Zerbini ha svelato la composizione della segreteria. New entry e più esperti, «per guidare il passaggio tra generazioni», e un’impostazione che nulla ha che vedere con il passato. Via le deleghe, si lavorerà per missioni, «la modalità che meglio si adattava al progetto di partito e a quello di città».

Zerbini, come ha costruito la segreteria?

«Abbiamo lavorato di concerto e la scelta delle persone è stata fatta sulla base delle competenze. Senza manuale Cencelli o quote prestabilite. Forse la segreteria non soddisfa le aspettative di tutti, ma il mio compito è di raggiungere obiettivi: questo si deve prefiggere una segreteria politica. La porta rimane comunque aperta per eventuali integrazioni. All’interno ci sono grande spirito di servizio, coraggio e soprattutto tanta umiltà: la squadra ha raccolto pareri positivi e mi sembra che molti ne fossero entusiasti. Sono contenta perché volevo uscire dall’assemblea con la segreteria operativa e così – all’1 di notte passata – è stato».

Tra i nomi figura anche quello di Leonardo Uba, candidato alla segreteria sul quale lei ha avuto la meglio.

«Leonardo è con me in una missione fondamentale come Lavoro, sviluppo e ambiente: questa scelta è voluta essere un segnale, anche perché in fase congressuale le nostre politiche si assomigliavano molto. Inoltre, ho cercato le persone per competenza e sono molto contenta che abbia accettato».

Il primo segnale di discontinuità con il passato si riflette nella struttura stessa che ha voluto dare alla segreteria.

«La modalità per missioni e obiettivi scardina il vecchio sistema delle deleghe. Ciò consente di sviluppare dialogo e piani di lavoro annuali e condivisi, abbandonare l’autoreferenzialità, far sì che i referenti siano gli attrattori delle migliori competenze applicando approcci e metodi di lavoro differenti, anche di fronte alle emergenze. In questo modo si può lavorare in maniera sinergica con tutte le realtà e anime che esistono all’interno del partito: Gd, Donne dem, partito provinciale e consiglieri comunali».

Segreteria composta, nomi svelati, cosa fare concretamente adesso?

«L’impegno è quello di essere fisicamente presenti sul territorio, aspetto fondamentale per un partito. Ed esserci significa andare, dialogare, mettersi in ascolto, tornare nei luoghi per toccare con mano i problemi reali. Questo vogliamo fare con l’iniziativa dei circoli aperti e dell’Estate militante che partirà a breve: un impegno tangibile che fa il paio con l’aspetto della comunicazione che deve riguardare problemi reali. Ci sarà poi la Festa dell’unità, sempre un bel momento di comunità che quest’anno si terrà in una nuova location. Successivamente, dall’autunno ci sarà una serie di iniziative per ampliare la base sociale, partendo dall’avvicinamento ai giovani con proposte che nulla c’entrano con lo scontro: questo è uno degli obiettivi che ci poniamo».

Da quando è stata eletta segretaria ha iniziato a far sentire la sua voce, di persona o sui social. L’ha fatto anche sui concerti in piazza Ariostea. Di fatto, non si è mai detta contro i grandi eventi…

«No, come Pd abbiamo sempre richiesto che ci fosse programmazione. Questa amministrazione invece ha sempre cercato di polarizzare il dibattito, creando divisioni: ma chi amministra non può innescare conflitti, semmai disinnescarli. Proposte e promozione si possono fare pensando ad una programmazione congiunta che coinvolga la cittadinanza e tutte le parti interessate».

Tra le priorità ci sono le elezioni amministrative del 2029. L’unità, dentro e fuori al partito, sarà un fattore determinante, così come il tempismo…

«La scelta del prossimo candidato sindaco deve essere quanto più partecipata possibile: il Pd deve esprimersi in questo senso ma penso che allo stesso modo debba esserci un grande fronte del centrosinistra che comprenda tutte le realtà. Occorre un lavoro di sintesi con l’obiettivo di un’unità che tenga in considerazione, e valorizzi, le pluralità che abbiamo: la mia azione andrà in questa direzione. Nelle comunità democratiche è particolarmente impegnativo e questo impiegherà molte energie, ma è un obiettivo irrinunciabile. Sono veramente molto orgogliosa della nostra comunità e dell’entusiasmo che questo congresso ha portato: continueremo a lavorare per le iniziative politiche che ci vedranno protagonisti nei prossimi anni».

La nuova segreteria

All’Organizzazione ci sono Sabrina Cherubini e Lisa Cappelli, mentre Francesco Negrini è referente della “mission” Giovani. Lavoro, sviluppo e ambiente a sei mani: la segretaria Giada Zerbini, Leonardo Uba – quello che era stato lo sfidante in congresso – e Simone Buriani. Cultura democratica e iniziative politiche a Ilaria Baraldi e Mario Castelluzzo; Salute e Welfare con Giuseppe Lagrasta e Elisa Galuppi. Si occuperanno di Città abitabile, qualità del vivere e sicurezze Mirko Nistoro e Laura Trentini. Il tesoriere del Pd cittadino è Mauro Vignolo, mentre nello staff comunicazione e stampa – fuori dalla segreteria – c’è la consigliera comunale Sara Conforti

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