Casa famiglia sospesa dal Comune di Ferrara
L’ordinanza dopo le difformità riscontrate dal controllo di vigilanza
Ferrara Il Comune di Ferrara ha sospeso l’attività di una casa famiglia dopo poco più di un anno dalla comunicazione di avvio della conduzione della struttura. Il provvedimento è arrivato a fronte di difformità rispetto ai requisiti richiesti per gestire una struttura di ospitalità per anziani, riscontrate in più occasioni dal gruppo di esperti del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl di Ferrara – preposto al controllo di vigilanza – ed evidentemente non sanate dalla società che gestisce la casa famiglia.
L’ordinanza del sindaco Alan Fabbri è del 25 luglio scorso e fa seguito alla proposta di sospensione dell’attività avanzata proprio dal gruppo di esperti dell’Azienda sanitaria, dopo un’interlocuzione con la struttura e dopo aver ritenuto non sufficiente la documentazione integrativa richiesta e presentata da quest’ultima a fronte dei rilievi effettuati.
Le difformità riscontrate, riportate per estratto anche nell’ordinanza, riguardano, ad esempio, il non funzionamento di una lampada di emergenza portatile posta al piano terra, l’impossibilità di risalire alle dimissioni degli ospiti consultando il registro, dal quale non è possibile ricavare informazioni chiare sull’assenza delle persone, se momentanea o definitiva, per via della mancanza di una legenda. Mancava, al momento dei controlli, l’attestato di primo soccorso degli operatori e l’attestazione del superamento del corso per l’assistenza che avrebbe dovuto essere inviato agli esperti e non è stato fatto. Mancanze sono state riscontrate anche nella Carta dei servizi, in merito alla permanenza degli ospiti per un periodo superiore ai tre mesi in caso di aggravamento delle condizioni. Difformità sono state riscontrate anche in merito ai fogli di terapia e alle schede dei piani assistenziali. L’ordinanza concede alla struttura cinque giorni di tempo dalla notifica dell’atto per ricollocare gli ospiti presso le famiglie di provenienza o in altre strutture adeguate e autorizzate e per dare adeguata informazione a ospiti e famiglie in merito ai contenuti dell’ordinanza sindacale stessa.
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