La Nuova Ferrara

Ferrara

Le indagini

Omicidio Coatti, quinto arresto per la morte del biologo di Longastrino

Omicidio Coatti, quinto arresto per la morte del biologo di Longastrino

Si tratta di José Diazgranados Soteldo, noto come “Dsquared”

2 MINUTI DI LETTURA





Longastrino Le autorità colombiane hanno arrestato un quinto sospettato per l’omicidio di Alessandro Coatti, il biologo 38enne originario di Longastrino, brutalmente ucciso e fatto a pezzi il 6 aprile scorso a Santa Marta, città portuale del nord della Colombia. Il nuovo arrestato è José Diazgranados Soteldo, noto come “Dsquared”, fermato mentre viaggiava a bordo di un’auto in un’area periferica della città. A riferirlo è il quotidiano regionale Hoy del Magdalena, secondo cui l’uomo sarebbe coinvolto nella fase esecutiva del piano: avrebbe aiutato a attirare Coatti nell’abitazione dove è poi avvenuto il delitto, nel quartiere San José del Pando. Secondo gli inquirenti, Coatti sarebbe stato truffato attraverso un’App di incontri virtuali, usata come esca per farlo arrivare nella casa-trappola dove sarebbe poi stato rapinato, ucciso e smembrato, nel tentativo di rendere più difficile il riconoscimento e l’identificazione del corpo. I resti, infatti, furono ritrovati in più punti della città, gettati con modalità che avevano fatto pensare fin da subito a un omicidio premeditato.
Il comandante della Polizia metropolitana di Santa Marta, Jaime Ríos, ha dichiarato a Caracol Radio che «con questo nuovo arresto, il cappio si stringe attorno a tutti i coinvolti. L’operazione è entrata nella sua seconda fase e molto probabilmente porterà a ulteriori arresti». Con l’arresto di Diazgranados, salgono a cinque le persone finite in manette per l’omicidio.
Il 23 giugno le autorità colombiane avevano arrestato quattro persone, tra cui una donna, considerate responsabili del crimine. Alla base del delitto, secondo quanto riferito dalla polizia, non ci sarebbero né moventi legati al narcotraffico né dinamiche paramilitari, ma un piano a scopo di rapina degenerato in tragedia. Determinanti per l’identificazione dei sospetti sono stati i dati recuperati dal computer e dallo smartphone della vittima. In particolare, le chat e i backup presenti sul telefono che hanno permesso agli investigatori di ricostruire con precisione gli ultimi contatti e gli appuntamenti del 38enne italiano, tracciando un quadro utile per risalire agli esecutori. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA