Ro, vignetta scatena la polemica sulla Sagra di S. Giacomo
Pienone nel 2024, flop quest’anno. La minoranza chiede lumi
Ro La Sagra di San Giacomo a Ro: un fatto politico o una intromissione fuori luogo? La domanda è lecita, visto quanto successo. Il tutto parte del fatto che quest’anno la sagra paesana è stata ridimensionata, con la “sola” funzione religiosa. «Per motivi personali e organizzativi – scrive la volontaria Catia – non siamo riusciti, come gruppo, a stendere un programma che rispettasse soprattutto le nostre esigenze familiari e lavorative. La nostra sagra – aggiunge Catia – non è mai stato argomento politico, lo è diventato oggi? Chiedo spiegazioni a chi non ha mai partecipato o si è mai interessato dell’organizzazione della nostra piccola sagra».
Tutto parte da una vignetta satirica, postata dal gruppo di minoranza Uniti per Riva del Po, dove si evidenzia il prima (2024 pieno di gente) e l’oggi (2025 senza pubblico). La consigliera Egle Cenacchi (Uniti per Riva del Po) si dice dispiaciuta per quanto riguarda i mancati festeggiamenti, però rileva che nel 2024 la sagra ospitò la prima cittadina Daniela Simoni che non esitò a sfoggiare la fresca nomina e a gettare le basi per una prolifica collaborazione con gli organizzatori, ognuno per le parti di competenza. Che l’organizzazione avesse problemi per portare in piazza la sagra lo si evince anche dal fatto che era stato chiesto aiuto alla Pro Loco Serravalle Insieme, il che ha fatto scattare la domanda: «Perché chiedere collaborazione organizzativa a una realtà che, per detta del suo presidente, non riesce a garantire le sue iniziative, per carenza di volontari?».
Per la consigliera Cenacchi si tratta anche di trasparenza amministrativa. «Non si capisce – spiega infatti – perché qualcuno si arrabbia così tanto. È una semplice constatazione ed è normale che si faccia quando nel programma elettorale del sindaco c’è la promozione di tutto il territorio e quindi anche le sagre erano ben evidenziate. Si fa inoltre notare che con la determina di assegnazione dei contributi il Comune è interessato eccome, visto che per assegnarli alle associazioni ha tenuto conto proprio della sagra di San Giacomo. Evidentemente non era solo il vostro comitato ad organizzare la sagra – dice Cenacchi, rivolgendosi a Catia –, un’altra associazione l’ha inserita nel progetto. Il massimo rispetto per tutti i volontari, sempre, ma abbiamo anche il diritto di sapere se vengono utilizzati i nostri soldi». Premesso che l’augurio di tutti è quello di un ritorno ai festeggiamenti del patrono di Ro, pare che la linea tra volontariato e pubblica amministrazione sia molto sottile.
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