West Nile, anche nel Ferrarese le zanzare portatrici del virus
Secondo l’Iss sono attualmente 173 i casi confermati in Italia, 11 i decessi
Ferrara La premessa in questi casi è sempre d’obbligo: non ci si deve allarmare. Anche quest’estate però, come accade dai primi casi del 2008, bisogna fare i conti con il virus West Nile tenuto particolarmente d’occhio dalle autorità sanitarie italiane in particolare dopo la pandemia Covid.
Cos’è e come si trasmette
Questo virus fu isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda e dei nove gruppi genetici finora scoperti, solo i primi due si sono diffusi in maniera estensiva anche nell’uomo. Il ciclo di infezione del West Nile ha origine dalle zanzare le quali si infettano a loro volta pungendo uccelli già portatori del virus. Vi è poi un ciclo secondario quando, la zanzara ora infetta, trasmette il virus ad altri ospiti come cavalli oppure esseri umani. Nel tempo sono anche state segnalate casistiche molto più rare di trasmissione del virus tramite trapianti di organi, trasfusioni di sangue e trasmissioni madre-feto. In generale nelle zone dove si evidenziano casi di West Nile, le donazioni di sangue ed organi vengono sottoposti a controlli particolari durante la stagione di maggiore attività virale.
Sintomi
Nell’80% dei casi l’infezione non provoca sintomi. In caso contrario invece il virus può presentarsi sostanzialmente in due forme: la meno grave è un attacco febbrile che colpisce un infetto su otto mentre in un paziente su centocinquanta (meno dell’1%) l’infezione può presentare complicanze di tipo neurologico. Generalmente queste casistiche più gravi si presentano in soggetti con un quadro clinico già gravato da patologie pregresse, immunodepressione o semplicemente età avanzata. In questi ultimi casi il 10% di forme neuroinvasive di West Nile è mortale ovvero meno dello 0, 1% delle infezioni totali.
Diffusione attuale
Nel bollettino dell’Istituto Superiore della Sanità aggiornato a giovedì, i casi confermati con sintomatologia di West Nile Virus sono 173 in Italia. In 72 casi vi è stata una forma neuroinvasiva del virus che ha portato ad 11 decessi. Le zone di maggior diffusione sono la provincia di Latina con 99 casi e quelle di Napoli e Caserta rispettivamente con 14 e 16 casi accertati. In Emilia-Romagna vi sono in totale cinque casi distribuiti tra le provincie di Bologna, Modena, Parma e Piacenza. Nessun caso nel Ferrarese il quale però vede il virus circolare attivamente nelle zanzare del territorio. Sono infatti trovati tre “pool” o gruppi di zanzare positive al West Nile Virus in provincia. Numeri analoghi anche per Reggio Emilia e Parma. Il virus ha preso piede anche nelle zanzare del Veneto con cinque gruppi trovati positivi nelle provincie di Rovigo e Venezia. Le sorveglianze sugli animali non hanno portato alla scoperta di epidemie nel Ferrarese per quanto riguarda cavalli e volatili.
Precauzioni
Non essendo ancora disponibile vaccini o terapie per la febbre West Nile, i cittadini più fragili possono prendere semplici accorgimenti, come consiglia l’Istituto Superiore di Sanità. È quindi consigliato di proteggersi dalle punture di zanzare tramite repellenti o indossando abiti lunghi, dotandosi di zanzariere alla finestre e svuotando possibili recipienti a casa di acqua stagnante come vasi, sottovasi, ciotole per animali oppure piscinette per bambini.
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