Ferrara, i collettivi TransFemm rivendicano i manifesti contro Coletti
I volantini accusavano l'assessora di "misgendering" sul caso della detenuta trans che ha denunciato violenze
Ferrara Sono i collettivi Ferrara Transfemminista e Out!* a rivendicare i volantini contro l’assessora Cristina Coletti, affissi a inizio mese davanti allo scalone di Palazzo Municipale.
I volantini dicevano: «Il misgenderig è violenza, la Coletti ne è fautrice» ed erano riferiti alla vicenda della detenuta transessuale che ha denunciato di essere stata vittima di una violenza sessuale all’interno del casa circondariale di Ferrara, dove è reclusa in una sezione maschile.
L’accusa nei confronti dell’assessora Coletti è stata quella di aver usato il maschile in Consiglio comunale per riferirsi alla detenuta transessuale, ovvero di aver messo in pratica un atto di misgendering, non riconoscendo la sua identità di genere ma solo il suo sesso biologico.
I volantini, per i toni usati, avevano generato una certa indignazione da parte della stessa Coletti e della maggioranza che sostiene la Giunta di destra.
I due collettivi invece rivendicano sia l’azione che la loro scelta: «La nostra azione – si legge in una nota – non è stata un attacco personale a singole figure politiche o istituzionali e, diversamente da ciò che si è implicato, i volantini affissi non contengono insulti né affermazioni diffamatorie: riportano esclusivamente i fatti accaduti e la nostra idea degli stessi. Il nostro obiettivo è stato, ed è, denunciare un sistema che continua a marginalizzare e ignorare le persone più vulnerabili, in particolare le persone transgender e detenute, che nella prassi si trovano spesso in una condizione di assoluta assenza di tutela».
Tra queste l’assenza di sezioni e misure apposite per le detenute trans.
