Carpi dà il “De.Co” al suo cappelletto. I dubbi degli esperti dell’Alto Ferrarese
La super sfoglina: «Per me è di queste parti»
Ferrara Sta suscitando interesse anche nella nostra provincia, specie nell’Alto Ferrarese, l’iniziativa partita da Carpi, dove la Giunta comunale ha approvato il disciplinare per ottenere la Denominazione di origine, la cosiddetta De.Co tesa a esaltare le qualità del cappelletto carpigiano. La De.Co identifica i prodotti agroalimentari legati alla storia, alle tradizioni, ala cultura dei territori la cui valorizzazione può consentire la salvaguardia di peculiarità produttive locali.
Rina Poletti
«Non sapevo nulla di questa iniziativa – afferma Rina Poletti, nativa di Finale Emilia, che da anni vive a Reno Centese, sfoglina per eccellenza da quando nel 1979, a 28 anni, dopo una decina di anni di lavoro impiegatizio decise di aprire “La Bottega della Sfoglia”, un laboratorio artigianale di pasta fresca, che negli anni diventerà un punto di riferimento sul territorio –; sul territorio modenese spadroneggia il tortellino e si afferma sia nato a Castelfranco Emilia. Mi si dice che alcune ricette rintracciabili negli archivi del municipio carpigiano testimoniano che fin dal Medioevo si racconta di una pasta ripiena preparata con una forma peculiare non chiusa intorno al dito come i tortellini, ma con i lembi sigillati con una leggera pressione a formare appunto un piccolo cappello. Per quanto ne so – dice ancora Rina Poletti, che nel 2008 ha ceduto l’attività, ma la sua passione per la sfoglia è continuata dedicandosi all’insegnamento di quest’arte e iniziando a tenere corsi e attività di formazione e a competere in gare di sfoglia conquistando ripetutamente il primo posto –; ebbene, secondo me il Modenese, tranne l’area di Finale Emilia nella Bassa Modenese, come il Bolognese è terrà di tortellini mentre il cappelletto domina nel Ferrarese (tranne che nel Centese), in Romagna e nel Reggiano. Sono proprio curiosa di leggere quei documenti risalenti al Medioevo. In ogni caso se a Carpi hanno deciso di agire in questo senso avranno le loro brave ragioni».
L’evento
A Carpi in piazza Martiri dal 26 al 28 settembre avrà luogo EmiliaFoodFest, Festival dei Sapori e Tradizioni della Via Emilia e magari in quell’occasione si potrà saperne di più. Tornando a Rina Poletti, da anni fa parte di Alma, la scuola internazionale di cucina italiana. Dal 2018 è nata l’”Accademia della Sfoglia”, un progetto didattico con lo scopo di insegnare l’arte della sfoglia e che la vede come direttrice didattica. Rina ha insegnato a realizzare la sfoglia in Italia e nel mondo, diffondendo la tradizione gastronomica emiliana della pasta fatta in casa. E sempre lei da una quindicina di anni appare in varie trasmissioni televisive e non si contano le sue apparizioni a manifestazioni gastronomiche.
Davide Gardenghi
Sorpreso ma non più di tanto è Davide Gardenghi, una delle anime della festa del cappelletto di Vigarano Pieve organizzata dalla Pro Civitate con l’edizione estiva che si svolge nella seconda decade di giugno e l’edizione autunnale che quest’anno avrà luogo dal 25 al 28 settembre e dal 2 al 5 ottobre. «Mi risulta che il cappelletto sia tradizione anche in una porzione di territorio della Bassa Modenese non certo a Modena città o dal capoluogo verso Bologna e nell’Appennino. Apprendo ora dell’iniziativa di Carpi. De.Co in provincia di Ferrara, a quanto ne so, si era attivato il Comune di Bondeno per il pomodoro (al tempo con l’azienda Cavicchi, ndr) e l’ha ottenuta per il tartufo. Di altre De.Co non so. Noi avevamo iniziato un discorso per ottenere l’Igt (Indicazione geografica territoriale), ma poi ci siamo fermati e ritengo che quelli che ne fanno maggior uso e profitto siano i produttori, fra l’altro nel territorio comunale vigaranese c’è un solo un negozio di pasta fresca che si trova a Vigarano Mainarda. Ritengo – conclude Gardenghi –, che tra Igt, Igp, Doc, Dop, De.Co il consumatore finale faccia una gran confusione e la stragrande maggioranza non ne conosce i significati. Noi pensiamo a fare i cappelletti nel miglior modo possibile in maniera tradizionale e i nostri sforzi vengono ripagati dalle tante persone che vengono alla nostra sagra e i loro complimenti rappresentano il miglior riconoscimento». Insomma, questo è ancora il modo migliore per essere sempre dalla parte delle buone cose.
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