Addio a Valeria Ruggiero, docente e prima prorettrice a Unife
Lutto per la prematura scomparsa della professoressa del dipartimento di Matematica dell’Università di Ferrara. Sarebbe andata in pensione il prossimo ottobre. Profilo, ricordi e funerale
Ferrara Valeria Ruggiero si è prematuramente spenta mercoledì. La docente Unife, ordinaria di analisi numerica, a 69 anni non ha fatto in tempo ad andare in pensione: suo malgrado, la quiescenza l’attendeva a ottobre. Sì, suo malgrado, perché non avrebbe mai voluto abbandonare l’insegnamento, la missione della sua intera vita, accanto al ruolo di moglie e mamma di due splendide ragazze, con la maggiore che da poco l’aveva resa pure nonna. Ma la professoressa Ruggiero era fatta così, aveva sempre un progetto da terminare, uno nuovo da avviare, i suoi studenti, la ricerca: solo davanti alla malattia si era rassegnata a cedere il passo in ambito lavorativo, ma non certo per arrendersi, semmai per curarsi e recuperare energie. Non è bastato e il vuoto che lascia, in ambito accademico e familiare, è incommensurabile.
Il suo curriculum è troppo lungo e ricco per essere riportato: dalla laurea in matematica cum laude del 1978, alla borsa di studio al Cnr nel triennio successivo, quindi l’ingresso come ricercatore in analisi numerica al dipartimento di matematica di Unife, poi professore associato, professore ordinario, presidente di commissione di laurea, dal 2004 al 2010 prorettore al fianco di Patrizio Bianchi, di cui fu supplente da maggio a settembre, quando il poi ministro dell’istruzione del governo Draghi venne chiamato all’assessorato regionale per le medesime deleghe.
La professoressa Ruggiero è stata anche direttrice del gruppo nazionale di calcolo scientifico dell’Istituto nazionale di alta matematica (Indam) dal 2013, componente del nucleo di valutazione dell’università di Brescia, di Perugia per stranieri e dell’Imt di Lucca; esperta disciplinare per l’area 01 dell’Anvur, componente del consiglio di amministrazione del Garr e componente del comitato scientifico del Cineca per il supercalcolo.
E qui ci fermiamo, anche se molto altro si potrebbe aggiungere, per riprendere una breve intervista che la Ruggiero rilasciò per Unife l’8 marzo del 2021: «Vorrei fare un auspicio, soprattutto per le persone più giovani: la crescita di un Ateneo passa per il senso di responsabilità di tutte le sue componenti, personale docente, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, studentesse e studenti. Nessuno può ritenere di poter pensare solo al suono del suo strumento. Ognuno deve riuscire a coordinarsi e a interagire con e per gli altri e ne uscirà musica».
Poi, sul suo ruolo di prorettrice, prima donna a Ferrara ad assumere quel ruolo: «Già da molto prima del 2004 condividevo con il professor Bianchi un’idea di sviluppo e di crescita dell’Ateneo. Questo progetto condiviso ha motivato la scelta d’impegnarmi a dare concretezza alla visione di un’università dinamica, in costante spinta verso una sempre maggiore qualificazione nella ricerca, in tutti i livelli della formazione e nei servizi. Tutto ciò, valorizzando le persone e il territorio. Ritengo che sia stata per me un’esperienza professionale e umana significativa: ho avuto modo di confrontarmi con realtà non usuali per una docente universitaria e ho dovuto “studiare” molto, ma questo mi ha permesso in compenso di sviluppare capacità di valutazione più consapevoli e di conoscere e lavorare con persone competenti e di qualità. Qualcuno ha “arricciato il naso” per dover avere a che fare con una donna, salvo dimenticarsene presto a fronte di interazioni sempre improntate alla gestione dell’ateneo e al raggiungimento di obiettivi istituzionali».
Ecco, questa era Valeria Ruggiero, quella voce mai urlata e per questo ancor più ascoltata, ferma nella sua granitica consapevolezza, costruita con lo studio e l’esperienza di vita, nella sua rettitudine, nei suoi principi. Tratti che emergono, assieme a molti altri (e tanti resteranno esclusi dal racconto...), dalle due testimonianze che abbiamo raccolto ieri mattina, quando ancora la tragica notizia non era stata elaborata, assorbita emotivamente.
«Ho avuto l’onore – esordisce il professor Patrizio Bianchi – di avere Valeria come prorettore e la desidero ricordare per tre sue qualità: un grande senso dell’istituzione, l’università come istituzione democratica, a cui tutti devono poter accedere; la grande umiltà, anche se era forte, strutturata, competente, ma con spirito di servizio; la grande capacità – e qui al professore scappa un sorriso – di “tenermi”, perché ogni tanto tendo a eccedere e lei, serafica, mi fermava e mi diceva “ragioniamo”. Abbiamo fatto tante cose importanti perché c’era lei».
Rispondendoci al telefono, Bianchi ci aveva detto di essere già al corrente della tragica notizia, avvertito dalla rettrice in mattinata. Ecco, l’altro ricordo che abbiamo raccolto è stato proprio quello di Laura Ramaciotti: «Valeria è stata una grande scienziata, molto riconosciuta e apprezzata nel suo settore a livello nazionale e internazionale. Una donna integerrima, che si è dedicata, votata non solo alla disciplina per la quale ha fatto carriera universitaria, ma ha cresciuto e consolidato un dottorato di ricerca in collaborazione con altri atenei, con grande attenzione alla crescita dei giovani». Fatica, la rettrice, dall’altro capo del telefono, tanto che la voce, poi, le si spezza: «E poi Valeria era un’amica e in questo periodo per lei così difficile siamo state vicine. Con lei va via un pezzo del mio ateneo. Ho condiviso con lei anche il suo percorso di prorettrice, a tu per tu nella stessa stanza. Un legame che non si è mai interrotto, anche quando le nostre strade si sono allontanate. Perdiamo una risorsa importante, aveva progetti di medio e lungo periodo, anche se stava andando in pensione: mi aveva detto che sarebbe rimasta comunque a insegnare un altro anno per facilitare il percorso del suo allontanamento...».
Sì, perché la professoressa Ruggiero era così, legata alla sua facoltà a doppio filo. Tanto che già i familiari hanno chiesto che le venga intitolata un’aula nel suo dipartimento di matematica: «Sarò il primo firmatario», garantisce il professor Bianchi; «Ma certo, la ricorderemo così e in altro modi», assicura la rettrice Ramaciotti.
Valeria Ruggiero lascia anche la mamma Pina, 92enne, i fratelli minori Aldo, Paolo, Maurizio e Gabriella, cognati, nipoti e amici. I funerali della professoressa si terranno lunedì 18 agosto alle 14 nella chiesa parrocchiale di Pontegradella; dopo il rito, le spoglie saranno tumulate al cimitero di Codrea, dove riposa papà Dino dal 1972.
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