Ferragosto nel rifugio più basso d’Italia. Ad Argenta tutta l’ospitalità del Casetto
Aggregazione e convivialità tra racconti di montagna e cibo della tradizione nel rifugio che sorge nel lembo di terra tra il fiume Reno e il canale della Botte, gestito dalla sezione locale del Cai
Argenta C’è un luogo piccolo e magico ad Argenta tenuto come un bijou, che per Ferragosto diventa meta di aggregazione per trascorrere alcune ore all’insegna dei racconti di montagna e del buon cibo delle migliori tradizioni locali. È il “Casetto” gestito dalla sezione argentana del club alpino (Cai). Un lembo di terra tra il fiume Reno e il canale della Botte (Zena) sul quale “alloggia” il rifugio più basso d’Italia: 4 metri sul livello del mare.
All’ombra di pioppi secolari e fin da quando fu presidente il compianto Daniele Zagani, viene organizzato un atteso momento conviviale. Venerdì 15 agosto, su 43 presenti, c’erano 12 fra argentani e molinellesi, una decina di altrettanto aficionados di Comacchio e i restanti di Ferrara e dintorni. Dopo il saluto di benvenuto della presidente Emanuela Massari, ha preso la parola l’argentana Antonella Bergonzoni, esperta in medicina riabilitativa e direttrice dell’Unità Operativa presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara. «Fondamentalmente che per Ferragosto le persone si dedichino al grande svago e io – precisa la direttrice – da anni partecipo a quello del Casetto del Cai. Ciò che ho potuto vedere negli anni è il cambio delle generazioni presenti tant’è che io sono considerata tra le più anziane. Ci sono diverse persone che stanno entrando e questo è decisamente positivo proprio per momenti d’integrazione e dialogo tra persone di provenienza diversa: è molto bello perché si ha modo di conoscersi, scambiarsi qualche battuta, condividere parlando anche delle proprie esperienze non necessariamente legate alla montagna. Il Casetto? Un luogo che veramente fa la differenza, dove il verde vicino all’acqua rilassa e poi le persone hanno il gusto di stare insieme: questi momenti devono essere conservati».
Il menù? Nella più ferrea tradizione. Ai fornelli e al barbecue di legna lei, la mitica Lella (Graziella Cesari) cuoca in pensione di Molinella. «Chi me la fa fare questa faticata? Per gli amici del Cai questo e altro – risponde sorridendo –. Questo lavoro mi piace, dunque non mi costa fatica, e poi non è mica tutto sulle mie spalle: ci sono altri come Mario Camanzi e la moglie Luisa Ruvinetti…». E Tommaso? «Ma certo, anche mio marito Tommaso si dà da fare: sa, è proprio bravo».
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