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Ferrara, Fabbri lancia bordate ai pro Pal: «Oltraggio sconcertante ai martiri»

Ferrara, Fabbri lancia bordate ai pro Pal: «Oltraggio sconcertante ai martiri»

La foto del giornalista palestinese Anas Al Sharif, caduto vittima delle bombe israeliane, era stata accostata alla lapide dei caduti nel ‘43

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Ferrara Hanno fatto rumore le manifestazioni di questa settimana da parte dei comitati a sostegno della causa palestinese. In entrambe le occasioni, presso la lapide dell’eccidio avvenuto nel 1943 nei pressi del Castello Estense, le associazioni hanno deposto la foto del giornalista Anas Al Sharif, caduto vittima delle bombe israeliane. Nella prima occasione il memoriale palestinese era stato gettato poi nella spazzatura mentre nella seconda, nonostante le difficoltà, era stato riproposto assieme ad una bandiera palestinese.

I comitati Rete Ferrara per la Pace e Cittadini del Mondo non hanno remore nel parlare di un “genocidio alimentato da oltre 70 anni di repressione violenta e sanguinosa condotta da Israele nei confronti del popolo palestinese. Nell’iniziativa dei giorni scorsi abbiamo espresso, oltre alla protesta, anche una guida pratica al boicottaggio delle aziende israeliane e filoisraeliane che sostengono il massacro». Sono anche state ricordate «oltre 1.500 vittime tra gli operatori sanitari, 500 operatori umanitari ed oltre 270 giornalisti come Anas Al Sharif ucciso con altri cinque colleghi pochi giorni fa. Per questo la sua foto è tornata simbolicamente al muretto del Castello Estense, perché lì è il suo posto, tra i martiri della libertà».

A queste azioni dimostrative ha risposto il sindaco Alan Fabbri: «Garantire la libertà di manifestare è un conto, utilizzare la nostra storia rovesciandola e reinterpretandola a proprio piacimento è tutt’altra questione» tuona il primo cittadino di Ferrara. Vuol dire non portare rispetto a chi ha dato la vita per un'Italia democratica, libera e giusta». Fabbri poi rincara la dose: «Vedere oltraggiata la memoria dei nostri martiri e vedere utilizzato impropriamente un monumento della nostra città è qualcosa di profondamente sconcertante. Trovo altrettanto vergognoso e deplorevole strumentalizzare una questione così drammatica come il conflitto israelo-palestinese, tema che può creare sicuramente occasioni di confronto in ben altri modi e in altre sedi. Invece qui a Ferrara sta diventando occasione per altra violenza, sterile e pretestuosa».

«Azioni simili – conclude Fabbri – non c’entrano nulla con quanto sta accadendo a Gaza, che tutti noi stiamo seguendo con attenzione. Sembrano invece alimentare un odio viscerale verso gli ebrei, una rabbia che nei secoli si ripropone e ha già visto in passato la nostra città tristemente protagonista. Trovo tutto questo estremamente vergognoso: Ferrara è una città che si basa sui valori della libertà, della responsabilità e della democrazia. Per questo è ora che il prefetto intervenga».

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