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Ferrara, la storia dell’Italia nella collezione di Conti

Stefano Balboni
Ferrara, la storia dell’Italia nella collezione di Conti

Radio, bici, contatempo e caffettiere d’epoca. I cimeli di Roberto, quando «il niente era tutto»

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Ferrara “Pitupitum-pà!”. Chi non ricorda la Susanna dei formaggini, l’ippopotamo Pippo e mille altri simboli dell’Italia del dopoguerra e degli anni del boom economico? Una storia che parte da lontano, quella di Roberto Conti, classe 1964, che ha radunato in un locale tutti i ricordi di un vita e ne ha fatto una collezione privata di prim’ordine presente nel quartiere “battiguazza”, un nome che ben pochi in città ricordano. «Le molte famiglie che abitavano “in tal curtilon”, nella zona di Arginone a ridosso della ferrovia, in epoca del secondo conflitto sono sfollate verso Reno Centese e una volta che vi è stata la ritirata delle truppe tedesche sono tornate verso Ferrara, capitando in questa zona dove hanno trovato riparo nelle casette ancora presenti in via Varano, Via Cicognara e in altre parti del quartiere» racconta Conti evocando i ricordi di mamma Graziella, che oggi ha 89 anni. «Le casette, che avevano accolto alcuni militari tedeschi con i cavalli, erano di fatto abbandonate e hanno offerto l’unica soluzione per ripararsi dalle intemperie in zona e ricostruirsi una vita. Fuori da casa vi era molta umidità nell’erba per cui si camminava sulla “guazza”, e da li il nome del quartiere dove sono nato e dove ho trascorso la mia infanzia ed adolescenza».

Uscito all’esterno dei locali situati in via Gaetano Recchi, Conti spiega com’è cambiato il quartiere dagli anni del boom economico ad oggi e mostra la sua prima bicicletta a rotelle, sostituita dopo qualche anno dalla “saltafoss” (bicicletta da cross) commercializzata sin dalla fine degli anni ’60. Non mancano nella collezione altri mezzi a due ruote, come una moto “malanca”, un college e il celebre “Ciao”, ma anche semplici oggetti come il contatempo per le giocate a biliardo, un apparecchio telefonico pubblico e tantissime caffettiere d’epoca. La storia dell’Italia è magicamente ripercorsa attraverso alcune antiche radio, tra le quali una “radio rurale”. Il cartello appeso vicino all’apparecchio collocato negli anni a cavallo tra il 1930 e il 1940, spiega che con “radio rurale” era possibile ricevere solamente le trasmissioni di stampo fascista in quanto veniva appositamente bloccata la sintonia dello stesso apparecchio. Presenti molti altri apparecchi radio costruiti tra gli anni ’30, fino agli anni ’80 e ’90 rappresentati dalle “moderne” radio a transistor e “mangiadischi” portatili per il vinile.
Tra gli oggetti ritrovati in una delle due stanze dello stabile posto tra via Ungarelli e via Varano a Ferrara, dove i nonni materni di Conti hanno vissuto nell’immediato dopoguerra crescendo cinque figli, vi è un pugnale appartenente ad un soldato tedesco, rimasto sotterrato per moltissimi anni e ritrovato da Roberto durante alcuni lavori di manutenzione, in un luogo in cui le truppe tedesche tenevano al riparo i cavalli. «Questo è un posto magico dove vedere e condividere ricordi e racconti esposti con passione per non dimenticare che c’era una volta un tempo dove il niente era tutto e che la parte migliore di noi è quella che sogna ancora nonostante tutto» recita il cartello all’ingresso di questo luogo magico, dove è possibile ripercorrere momenti di vita trascorsa che non torneranno mai più. «Sono contento quando uno entra e dice “quello me lo ricordo”» conclude Roberto Conti al fianco dei ricordi di una vita. 

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