Provincia di Ferrara, il caso delle violenze all’asilo si allarga: «Una generazione intera coinvolta»
Nuovi particolari sugli episodi sconcertanti avvenuti nel territorio dell’Unione Valli e Delizie. Genitori davanti ai video sequestrati
Unione Valli e Delizie Sconcerto e rabbia. Le parole non escono e quasi gli occhi faticano a credere a quanto vedono. Quei filmati che anche noi della Nuova abbiamo visto ieri per la prima volta insieme ad alcune delle vittime: le famiglie. «Era tanto dolce e carino quel ragazzo, mi faceva più piacere che ci stesse lui con i bimbi». Lui, 22 anni, che dopo le indagini dei carabinieri successive alla denuncia di alcuni genitori, è stato portato in carcere per violenza sessuale ai danni di minori. Cinque anni di reclusione è quanto dovrà scontare: sono passati otto mesi dall’ordine di carcerazione, oltre un anno e mezzo invece dai fatti dell’“asilo dell’orrore”, una scuola paritaria a sezione unica per bambini dai 2 ai 5 anni in uno dei Comuni sul territorio dell’Unione Valli e Delizie. Questo il teatro degli abusi a minori che lo stesso 22enne ha confessato in sede di processo con rito abbreviato: è in quelle aule che i militari avevano posizionato alcune telecamere di videosorveglianza che hanno permesso di incastrare il ragazzo e coglierlo in flagranza di reato quel giorno di gennaio 2024 quando i carabinieri entrarono nell’asilo e lo portarono via.
Immagini e spezzoni di video che anche i genitori delle piccole vittime hanno visto, e noi con loro. «Il modus operandi era il solito – spiega un genitore con il supporto delle prove digitali –: con la scusa di mettere a posto maglietta e pantaloncini toccava i bambini, poi li portava in altre stanze, dove nessuno potesse vedere». È davanti a loro che praticava quei gesti, rimasti impressi nelle menti con una promessa: “Le altre maestre non devono sapere”. Gli stessi gesti che, inconsciamente, i piccoli sono arrivati a ripetere a casa, davanti ai genitori, e che hanno spinto mamme e papà a sporgere denuncia.
Comportamenti e atti che lui stesso riprendeva; materiale pedopornografico, rinvenuto nel suo cellulare, così come “semplici” foto. «Dalle indagini è emerso che il pedofilo possedeva circa 3000 fotografie dei bimbi dell’asilo dal 2 maggio 2022 al giorno dell’arresto, scattate sia da lui che da un’altra educatrice, che si faceva inviare». A inizio anno, in fase di iscrizione, la scuola faceva comunque firmare una liberatoria per scattare le foto «al fine di inviarle sul gruppo Whatsapp dei genitori e per poterne pubblicare alcune sul sito internet di riferimento, oscurandone i volti, per scopi pubblicitari – è la premessa delle famiglie –, ma la stragrande maggioranza dei contenuti rinvenuti sono del tutto estranei a noi genitori. Per quale motivo sono state scattate? Inoltre il ragazzo è entrato ufficialmente all’interno della struttura il 9 maggio 2023 con contratto del Servizio civile, come può aver scattato foto precedenti a quella data? A che titolo?».
Una videoregistrazione, risalente all’11 gennaio 2024, fa ben capire quanto le pratiche commesse fossero diventate per i piccoli quasi una routine, come un “gioco” che iniziava alla sola vista del ragazzo. In un video si distingue un bimbo che «vede entrare nel salone il ragazzo, smette di giocare e gli va incontro con atteggiamento esplicito». È soltanto una delle molte scene che lasciano sgomenti.
Episodi tutt’altro che circoscritti, perché pare ci fosse qualcuno a conoscenza delle pratiche messe in atte dal ragazzo: «Lo si evince da alcuni screenshot rinvenuti sul suo telefono – dicono i genitori – e dalle conversazioni, così come si nota che il soggetto caricasse numerosi file (a volte anche più di 3mila alla volta) su una memoria virtuale».
Sono due settimane di registrazioni video dell’asilo, quelle studiate a fondo a alcuni genitori, oltre a tutto il materiale nei cellulari del 22enne, dove sono stati trovati contenuti che sembrava potessero perdersi nel passato. «È un video del 2017 – racconta un genitore –, all’epoca il giovane faceva il baby sitter e i piccoli venivano portati direttamente a casa sua»: la telecamera è stretta, riprende il bimbo sulle ginocchia... «C’è una generazione intera abusata e coinvolta in pratiche simili da questo soggetto – denunciano i familiari dei piccoli dell’asilo –, persone che adesso sono adolescenti: vanno cercate e bisogna mettere fine a questo orrore».
Anche nella scuola, il ragazzo non sembrerebbe il solo ad avere comportamenti fuori dal normale: «Quelle maestre che giuravano che il 22enne non era mai rimasto solo con i bimbi sono le stesse che hanno picchiato i piccoli. Ci sono anche video di baci sulla bocca e punizioni su un seggiolone – che abbiamo visto, ndr –, anche ai danni di chi ha più disabilità. Perché loro sono ancora dentro l’asilo?».
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