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Il riconoscimento

Ferrara, salvò una ragazza dopo un malore: encomio al vicebrigadiere

Ferrara, salvò una ragazza dopo un malore: encomio al vicebrigadiere

Samuele Craparotta premiato dal comandate provinciale Di Stefano

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Ferrara Un encomio speciale, arrivato direttamente dal comandante interregionale “Vittorio Veneto” dei Carabinieri. A riceverlo, lunedì 25 agosto, il vicebrigadiere Samuele Craparotta che nel febbraio dell’anno scorso aveva salvato la vita di una ragazza di 16 anni che aveva accusato un malore nella piscina di Occhiobello. L’encomio è stato consegnato ieri mattina dal comandante provinciale Alessandro Di Stefano. Craparotta, che presta servizio nella stazione di Pontelagoscuro, era accompagnato dalla figlia Alice, amica di Matilde, la ragazza salvata, i cui genitori hanno raccontato al comandante il gesto eroico del militare. Anche loro erano presenti alla cerimonia.
Nel pomeriggio del 7 febbraio del 2024, Matilde si trovava in piscina a Occhiobello con Alice ad allenarsi quando, improvvisamente, è stata colta da un malore. Era riuscita con le ultime forze ad uscire dall’acqua per poi accasciarsi a terra priva di sensi. Mentre il personale di vasca chiamava il 118, Matilde era stata raggiunta dal vicebrigadiere, presente in piscina e che, intuita la gravità della situazione, era corso a prendere il defibrillatore e glielo aveva applicato. Seguendo le indicazioni dello strumento, le aveva praticato il massaggio cardiaco per venti minuti, fino all’arrivo dei sanitari. Craparotta e il medico si erano poi alternati a lungo nel massaggio fino a quando la gravità della situazione stava facendo temere il peggio. In un ultimo disperato tentativo, invece, il massaggio praticato dal carabiniere aveva sortito gli effetti sperati, ed il cuore della giovane atleta aveva ripreso a battere. I giorni successivi ha continuato a svolgere il suo servizio alla stazione di Pontelagoscuro, lasciando soltanto per sé quell’emozione indescrivibile di aver contribuito a salvare una vita. Sono stati i genitori di Matilde, a distanza di qualche mese, a raccontare al colonnello Di Stefano cosa aveva fatto. 
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