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Ferrara, Verdi e Leal dalla parte del lupo: «No alla sterilizzazione»

Ferrara, Verdi e Leal dalla parte del lupo: «No alla sterilizzazione»

Bocciata l’idea di Confagricoltura: «È possibile una convivenza pacifica»

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Ferrara È possibile una convivenza pacifica con il lupo, animale non pericoloso per l’uomo e che anzi rappresenta un contrasto naturale ad alcune specie invasive come cinghiali e nutrie. Il dibattito sulla diffusione del lupo anche nei nostri territori di pianura si arricchisce di ulteriori contributi. A prendere la parola è Europa Verde, attraverso i portavoce dei Verdi Emilia Romagna Enrico Ottolini e Sara Londrillo, che invitano a considerare il lupo non una fonte di paura, ma un’opportunità, prendendo a esempio altri territori in cui la presenza di questo grande carnivoro si è consolidata e si è tradotta in una «convivenza pacifica». Ottolini ricorda che il lupo non è un animale invasivo ma ha la capacità di autoregolarsi in base alla disponibilità di cibo e di habitat idonei alla sua presenza. Gli esemplari per così dire “in eccesso” muoiono di fame o addirittura possono essere eliminati da altri lupi in competizione. Per questo non ci sarà mai una “invasione” di lupi, ma solo il ritorno di una presenza con cui abbiamo l’opportunità di poter convivere». È certo necessario, aggiunge Londrillo, «monitorare le popolazioni e fare corretta informazione», anche perché solo «una gestione conservazionistica ci consente di conoscere la consistenza delle popolazioni, le abitudini degli individui e anche di intervenire in modo mirato qualora si presentassero individui dai comportamenti anomali o troppo confidenti, o peggio si individuasse la presenza di esemplari ibridati con cani randagi, che a differenza del lupo possono essere problematici». Ai cittadini, conclude Europa Verde, non spetta altro che «tutelare correttamente i propri animali domestici, come già dovrebbe essere la norma».
Sul tema interviene anche la Lega Antivivisezione (Leal) Ferrara, con la responsabile Anna Ferraresi che replicando all’allarme lanciato da Confagricoltura, sottolinea come la sterilizzazione sia «dannosa e inefficace dal punto di vista etologico perché finirebbe per destabilizzare la struttura dei branchi che potrebbero di conseguenza «rivolgersi più facilmente ad animali domestici, anziché a ungulati selvatici come daini, caprioli e cinghiali, che rappresentano le loro prede naturali». Meglio quindi far ricorso a «strumenti efficaci già noti e sperimentati in molte aree italiane ed europee come recinzioni elettrificate e sistemi di dissuasione; utilizzo di cani da guardiania adeguatamente addestrati; indennizzi rapidi e certi per gli allevatori colpiti; campagne di sensibilizzazione per la cittadinanza, per favorire una convivenza consapevole e serena».

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