Ferrari in miniatura, a Gallo l’officina dei sogni di Enzo Belli
Storia del modellista che rende le Rosse immortali
Gallo C’è una piccola “officina dei sogni” a Gallo, nel Ferrarese, dove il rombo dei motori non si sente, ma si respira in silenzio. Qui, dal 2003, vive Enzo Belli, originario di San Martino, il quale da decenni dedica tempo e passione alla riproduzione in scala 1:12 delle monoposto Ferrari di Formula 1 e delle altre vetture del cavallino rampante.
Una passione nata quasi per destino: «Mio padre era un grande appassionato e mi portava spesso a vedere i Gran Premi a Imola». Già adolescente Belli capisce che quelle macchine non erano soltanto auto ma qualcosa di più ed è così che, a 16 anni, mette da parte i fumetti per dedicarsi ai giornali di motori e al modellismo. Belli ha cominciato con le classiche scatole di montaggio, ma ben presto la manualità e la curiosità lo hanno spinto oltre. Oggi ricostruisce le Rosse partendo da fotografie prese dalla rete, disegni tecnici o riviste specializzate, affrontando sfide sempre più complesse. «Un modellino mi porta via circa 700 ore di lavoro – racconta –; il pezzo più difficile è la carrozzeria, insieme al cofano motore. In passato le monoposto erano più semplici, ora i dettagli crescono sempre di più ed è impossibile non curarli con precisione». Un impegno certosino che però, guardando il risultato finale, ripaga di ogni fatica.
Anni di lavoro continuo fino alla realizzazione della Ferrari di Michael Schumacher, simbolo dei fasti dei primi anni Duemila, poi lo stop che si protrae fino al periodo del Covid in cui l’hobby torna più vivo che mai regalando nuovamente ore di relax, concentrazione e creatività. «Una volta terminate non riesco a separarmene – confessa Belli –. Solo una volta ne ho regalata una ad un collega, ma in generale ogni modello è parte della mia storia personale e va ad occupare una delle mie teche». La collezione di Enzo oggi comprende una quindicina di monoposto, tra cui non mancano quelle legate ai piloti che hanno fatto la leggenda Ferrari. Il cuore, però, rimane sempre rivolto a Gilles Villeneuve, l’eroe sfortunato degli anni Ottanta: «Quando morì stavo costruendo un modellino partendo da una scatola di montaggio. Rimasi sconvolto, piansi per giorni. Per me fu come perdere un familiare». Pur non risparmiando osservazioni sulle stagioni altalenanti della Rossa, Belli sa che i cicli della Formula 1 hanno sempre avuto alti e bassi. Intanto i suoi modelli continuano ad arricchirsi di dettagli, pezzo dopo pezzo, fino a sembrare veri. E chissà che, con un nuovo acuto in pista della Ferrari, non possa arrivare anche l’idea di una mostra pubblica che raccolga e renda visibili a tutti le sue creazioni: un piccolo museo fatto di passione e pazienza, capace di celebrare il mito Ferrari nella sua forma più intima.
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