Truffa una banca in Sicilia e si fa versare 20mila euro. Ferrarese arrestato
Ai domiciliari un 60enne residente ad Argenta. Insieme a due complici avrebbe alleggerito il conto di un ordine professionale
Ferrara In trasferta dall’Emilia-Romagna fino alla Sicilia, nel Messinese, e compiere una truffa coi fiocchi, ingannando una banca e svuotando di circa 20mila euro il conto di un ordine professionale. Una truffa messa a segno ma scoperta in tempo utile non solo per recuperare gran parte dei soldi, ma anche per individuare gli autori, o quantgo meno quelli considerati tali. E tra loro c’è anche un uomo di 60 anni, siciliano residente nel Ferrarese, ad Argenta.
L’uomo è uno dei due arrestati nella giornata di lunedì in un’operazione della Polizia di Stato che ha coinvolto la Squadra mobile di Ferrara, quella di Ravenna e i commissariati di Lugo (Ravenna) e di Imola (Bologna). In tutto due persone sono finite ai domiciliari, mentre per una terza, un 26enne residente a Imola, è arrivato l’obbligo di dimora in base all’ordinanza emessa dal giudice delle indagini preliminari di Patti, su richiesta della Procura dello stesso Comune, facente parte della Città metropolitana di Messina e dove è materialmente avvenuta la truffa.
Secondo la ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori del commissariato di Polizia di Patti, i tre uomini - attraverso diverse richieste di assistenza e un falso mandato di pagamento - qualificandosi come delegati di un ordine professionale di Patti, hanno tratto in inganno i dipendenti di un istituto bancario inducendoli a compiere, per conto dell’ordine professionale, un bonifico bancario urgente per un importo di quasi 20mila euro in favore di uno degli indagati.
Dopo la denuncia, l’immediato intervento dei poliziotti ha consentito di rintracciare e di bloccare la quasi totalità delle somme versate dall’istituto bancario, ancor prima che gli indagati potessero prelevarle o comunque farne perdere le tracce. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi dei flussi bancari, hanno permesso di identificare i presunti autori della truffa e di disporne l’interrogatorio preventivo da parte del giudice di Patti il quale, accogliendo il grave quadro indiziario prospettato, con ordinanza ne ha disposto la sottoposizione a misura cautelare.
E così è scattato il blitz nei confronti dei tre indagati, che lunedì ha coinvolti i poliziotti della Squadra mobile di Ravenna e di quella di Ferrara, del commissariato di Lugo e di quello di Imola, che hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria di Patti, rintracciando e arrestando dei primi due indagati e sottoponendo il terzo all’obbligo di dimora nel comune di residenza.
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