Il digiuno dei sanitari ferraresi contro il genocidio: «Basta silenzio»
L’iniziativa contro il massacro in atto a Gaza: presidi a Ferrara, Cento, Bondeno e davanti all’ospedale di Cona per un totale di 200 persone
Ferrara Circa duecento sanitari, tra l’ospedale di Cona e la casa della comunità Cittadella San Rocco, hanno partecipato questo pomeriggio al presidio in occasione del digiuno per Gaza, iniziativa a carattere nazionale che ha coinvolto medici, infermieri e operatori della sanità in una protesta per quanto accade in Palestina. Iniziative analoghe si sono svolte anche a Cento e a Bondeno, nel territorio ferrarese.
«Siamo qui a titolo personale e siamo un gruppo spontaneo di operatori e operatrici della sanità ferrarese – spiega Cecilia Artoni, dirigente medico dell’Ausl di Ferrara –. Quel che ci muove è vedere che da quasi due anni il popolo palestinese sta soffrendo, viene affamato e bombardato, la fame utilizzata come arma di guerra. Stiamo assistendo all’uccisione di oltre 1.600 colleghi sanitari. Non siamo più disponibili a restare in silenzio - afferma Artoni –. Noi siamo operatori della salute e abbiamo scelto di prenderci cura della salute e della vita delle persone, indipendentemente dal contesto in cui lavoriamo. Vogliamo esprimere il nostro dissenso per ciò che sta accadendo, contro il genocidio in atto a Gaza. Oggi – afferma riferendosi ai sanitari – ci riscopriamo come forza collettiva che chiede di essere ascoltata. Siamo qui anche per chi ha aderito al digiuno ma non ha potuto partecipare fisicamente».
I presidi si sono tenuti simbolicamente durante i momenti dedicati alla pausa pranzo. «Credo non si potesse non venire – aggiunge Cristina Meneghini, psicologa dell’Asl, anche lei presente al presidio davanti all’ex Sant’Anna –. La gente bisogna che mandi dei segnali ai governanti per dire che tipo di mondo vuole, che non è questo. Questa è una tragedia enorme, anche i sopravvissuti saranno dei traumatizzati che trasmetteranno il trauma ai loro figli. Avremo generazioni e generazioni di persone traumatizzate, da tutte e due le parti probabilmente, e questo non aiuterà a costruire relazioni sane e di reciprocità. Non stiamo distruggendo solo ora, ma anche il futuro». Presenti anche cittadini comuni, come Daniela Padovan: «Ciò che mi ha spinto a venire è il fatto che non si sta facendo nulla di concreto perché questa guerra, questo genocidio finisca».
Per sabato è in programma una manifestazione organizzata da Ferrara per la Palestina con partenza dalle 14.30 da piazza del Municipio.
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