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Post sisma

Palazzina Marfisa d’Este, il 5 settembre a Ferrara la riapertura dell’edificio


	Allestimento in corso alla Marfisa (foto Andrea Forlani)
Allestimento in corso alla Marfisa (foto Andrea Forlani)

Dopo oltre due anni e mezzo l’immobile torna fruibile. Gulinelli: «Percorso che farà conoscere una delle figure più affascinanti della Ferrara rinascimentale»

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Ferrara Proseguono gli ultimi preparativi in vista della grande e attesa riapertura alla Palazzina Marfisa d’Este, che sarà restituita alla città dopo gli importanti interventi di consolidamento strutturale, di adeguamento impiantistico e riallestimento museale. Dal 6 settembre (con inaugurazione il 5 settembre), la palazzina estense - costruita nel 1556 e ancora oggi straordinario esempio di abitazione rinascimentale - sarà riaperta al pubblico, con un nuovo allestimento dopo gli importanti lavori di riqualificazione post-sisma all’edificio avviati nel gennaio 2023. 

La Palazzina Marfisa d'Este e la Loggia degli Aranci, sono dunque quasi pronte per una nuova fase della loro importante storia. Con un investimento di oltre 1,17 milioni di euro, l'intervento ha restituito a questo importante sito rinascimentale la sua integrità architettonica e una maggiore sicurezza strutturale. Tra i principali lavori effettuati figurano il miglioramento sismico, con irrigidimento delle coperture, realizzazione di cordolature e incatenamenti, e il restauro delle fessurazioni nei muri portanti. La Loggia degli Aranci è stata consolidata con un cordolo in acciaio esterno per ridurne la vulnerabilità. Sono stati restaurati i soffitti cinquecenteschi, la pavimentazione e gli intonaci. L'ingresso e la biglietteria, rifatti con materiali tradizionali come il cocciopesto, si affiancano a servizi igienici completamente rinnovati e un impianto di climatizzazione all'avanguardia. Inoltre, è stata realizzata una rampa di accesso esterna per garantire la piena accessibilità. Nello spazio verde, ora riorganizzato, sono stati creati percorsi che richiamano lo stile del giardino all'italiana. Il nuovo allestimento è costato invece circa 170.000 euro. Il progetto, ideato e coordinato dal Servizio Beni Monumentali, dal Servizio Cultura, turismo e rapporti con Unesco e dalla Fondazione Ferrara Arte, di concerto con la competente Soprintendenza ha avuto come obiettivo la valorizzazione del complesso storico, preservandone l’identità architettonica e decorativa ed adeguando gli spazi alle esigenze di conservazione e fruizione contemporanea.

“L’obiettivo è creare un museo dinamico che da un lato salvaguardi le trasformazioni novecentesche promosse dal museografo Nino Barbantini, dall’altro celebri maggiormente la storia della Palazzina e la figura di Marfisa d’Este, unica della famiglia a rimanere a Ferrara dopo la devoluzione”, spiega l’assessore alla Cultura e ai Beni monumentali Marco Gulinelli. Protagonista della vita culturale ferrarese tra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento, Marfisa d‘Este fu una donna di straordinario carattere e cultura: raffinata, colta e aperta alle arti; la sua dimora rimane uno dei luoghi più significativi della memoria cittadina. Con questo progetto, la Palazzina torna a essere non solo scrigno di storia, ma anche spazio vivo e accogliente, restituito alla comunità in tutta la sua bellezza. “Sarà un luogo che insieme valorizza il suo importante passato e avrà un nuovo futuro: sarà uno spazio accessibile a tutti, cosa prima non possibile, trasformando la preziosa dimora estense in una sede museale senza più barriere architettoniche, al passo coi tempi e finalmente inclusiva”, aggiunge l’assessore. Tra gli interventi realizzati in vista della grande riapertura, ci sono anche il restauro degli arredi storici, di proprietà di BPER, e le opere d’arte, per un importo complessivo di quasi 147.000 euro di fondi comunali, oltre all’aggiornamento degli allestimenti interni. “Abbiamo lavorato in questi mesi di allestimento per valorizzare al massimo questo spazio, integrandolo con un nuovo percorso espositivo per le collezioni cittadine, come le ceramiche della Fondazione Estense, con lo scopo di arricchire il percorso di visita guidando il pubblico alla scoperta della genesi dell'edificio, della storia dei suoi protagonisti, dell'allestimento curato da Nino Barbantini nel 1938", conclude l’assessore Gulinelli. L’attesa riapertura, dopo oltre due anni e mezzo di interventi post sisma, di restauro e di allestimento, è tra gli appuntamenti che celebrano Ferrara nei trent’anni dal prestigioso riconoscimento Unesco come Città del Rinascimento e patrimonio dell’umanità.

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