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Il caso

Morti sospette ad Argenta, sparito il farmaco killer dall’ospedale

Daniele Oppo
Morti sospette ad Argenta, sparito il farmaco killer dall’ospedale

Prosegue l’indagine sull’infermiere dell’ospedale Mazzolani-Vandini. Gli inquirenti riscontrano l’uso abnorme di Midazolam nel reparto di lungodegenza

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Argenta Non c’erano pazienti con quella specifica prescrizione nel piano terapeutico, eppure il quantitativo di Midazolam che risulta “mancante” dal carrello delle emergenze del reparto di Lungodegenza dell’ospedale Mazzolani-Vandini pare sia stato di gran lunga superiore, anche fino al quadruplo, a quello utilizzata in altre strutture, da Cento a Lagosanto, fino al Sant’Orsola di Bologna, a fronte anche di un numero nettamente inferiore di degenze.

In attesa che vengano concluse le analisi sui capelli dei pazienti alla ricerca di eventuali tracce del farmaco – un potente sedativo forse usato per addormentare i degenti alla sera – emergono ulteriori dettagli sull’indagine a carico dell’infermiere 43enne Matteo Nocera, da luglio in carcere, accusato di maltrattamenti nei confronti dei pazienti e dell’omicidio di Antonio Rivola, l’anziano di 83 anni deceduto il 5 settembre del 2024 mentre era ricoverato all’ospedale di Argenta. Rivola sarebbe stato ucciso con una somministrazione di un farmaco diverso, l’Esemeron, un miorilassante che blocca la respirazione naturale, usato solo per l’intubazione endotracheale e sotto anestesia e sotto strettissima sorveglianza medica.

Midazolam ed Esmeron non sono stati gli unici farmaci passati sotto la lente d’ingrandimento della Procura, dei carabinieri nel Nucleo investigativo e di quelli del Nas di Bologna e che gli inquirenti ritengono essere spariti senza alcuna spiegazione plausibile diversa dal loro uso improprio da parte dell’infermiere. Tracce – o prove – del loro uso in reparto sono state trovate dall’analisi degli Halibox, i contenitori speciali usati per raccogliere le fiale e le confezioni di medicinali usati, e i Nas sono andati a ritroso per un periodo di circa di tre anni, trovando indicazioni di una pratica che andava avanti da tempo.

Mancherebbero, a quanto si apprende, anche fiale di alcuni farmaci rilevanti nella vicenda. Ad esempio il Propofol, un anestetico usato per sedare i pazienti che devono essere intubati: è stato usato per sedare Rivola prima della somministrazione dell’Esmeron? Se l’impianto investigativo dovesse essere confermato, viene quasi da sperare di sì, altrimenti l’anziano avrebbe avuto anche una morte molto brutta.

Mancherebbero poi anche fiale di Anexate, che serve da antagonista agli effetti sedativi del Midazolam: Nocera lo avrebbe usato al mattino per svegliare i pazienti che sedava alla sera?

Tutti elementi al vaglio degli inquirenti, in un’indagine per nulla semplice. 


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