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“Le muse astrologiche”, le sculture di Bonora in mostra a Ferrara

“Le muse astrologiche”, le sculture di Bonora in mostra a Ferrara

Il giardino di Palazzo Schifanoia ospita le opere. Gulinelli: «Così l’autore conferma la sua identità di artista profondamente legato a Ferrara»

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Ferrara Organizzata dal Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Ferrara Arte, la mostra “Le muse astrologiche. Sculture di Maurizio Bonora” è uno dei momenti culturali più significativi del ricchissimo calendario di eventi con cui si celebrano i trent’anni dall’inserimento di “Ferrara, città del Rinascimento” nella lista del patrimonio mondiale Unesco.

Il giardino della delizia estense di Schifanoia – rinnovato nel 2023 – ospita infatti per alcuni mesi dodici sculture in marmo cemento dell’artista ferrarese Maurizio Bonora proponendo un emblematico dialogo tra passato e presente. Le opere rimandano al celebre ciclo dei Mesi voluto da Borso d’Este e realizzato, tra il 1469 e il 1470, dai maestri dell’Officina ferrarese, tra i quali Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti. Bonora si è liberamente ispirato alle simbologie astrologiche del Salone dei Mesi, realizzando per questa mostra dodici basamenti con figure che, ritte su navi e carri, impugnano soli e lune. Su di essi sono collocate sculture realizzate a partire dal 1990, raffiguranti le personificazioni delle ore del giorno e della notte (che nel 1994, in occasione del V centenario della morte di Matteo Maria Boiardo, vennero anche associate ad alcune protagoniste dell’Orlando innamorato). 

Le nuove “doppie creature”, che evocano la struttura dell’erma classica, combinano armoniosamente figurazione e astrazione, arcaismo e modernità. Bonora ama, infatti, intrecciare i frammenti di un lungo percorso visivo, che va dalle sintetiche rappresentazioni delle sculture mesopotamiche e della Grecia antica alle superfici dell’arte informale. Inoltre nelle composizioni più recenti inserisce piccoli “clandestini” che le attualizzano con una nota ironica, come si vede anche nei disegni preparatori esposti al piano terra del Museo Schifanoia.  

Maurizio Bonora si è confrontato spesso con il Rinascimento estense e soprattutto con il ciclo pittorico di Schifanoia, cui ha dedicato mirabili lavori presentati in due mostre: nel 1992 l’interpretazione-ricostruzione delle fasce astrologiche perdute delle pareti sud e ovest (Lo Zodiaco del Principe: i Decani di Schifanoia di Maurizio Bonora); nel biennio 2015-16 quella dell’incipit del ciclo decorativo, vale a dire la scena collocata all’inizio della parete sud, che si avvaleva nella parte inferiore del grande scuro della finestra dipinto su entrambe le facce (Laboratorio Schifanoia. Studi e nuove ricostruzioni). Ancora nel 2007, conviene ricordare, ha riprodotto il Polittico Roverella di Cosmè Tura in scala reale, a matita su carta, come fosse il disegno preparatorio.

Come nota l’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli «Le muse astrologiche di Maurizio Bonora si presentano come figure protettrici delle arti, capaci di accompagnare lo sguardo e l’immaginazione del pubblico. Sono immagini che raccontano la sua ricerca e il suo legame con la tradizione, ma anche con il cielo e i suoi simboli. Attraverso questa mostra Bonora conferma la sua identità di artista profondamente legato a Ferrara, capace di trasformare suggestioni antiche in linguaggi attuali. A lui va il plauso per la coerenza, la sensibilità e la dedizione con cui ha saputo dare voce a un immaginario che appartiene alla città e, insieme, a un orizzonte universale».

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