Ragazza picchiata in strada a Ferrara, chiesti 6 mesi per l’aggressore
La vittima, 18 anni, colpita ripetutamente con un tondino di ferro da un 85enne. La violenza innescata da una manovra sbagliata da parte dello stesso imputato
Ferrara Lui 85 anni, in auto. Lei diciott’anni, in moto. La macchina che le taglia la strada, la due ruote costretta a svoltare a destra per evitare l’impatto, per poi fermarsi a bordo carreggiata. Fin qui un comune imprevisto stradale, pure senza alcuna grave conseguenza, dovuto a una manovra sbagliata.
Poi, l’incredibile. L’anziano scende dalla macchina impugnando un tondino di ferro, la giovanissima motociclista non fa quasi in tempo a esprimere le sue ragioni che lui le si avventa addosso, colpendola prima al capo (e i segni sul casco testimoniano il vigore con cui sono state inferte le sferzate), poi alle gambe, alle braccia e ai fianchi procurandole lesioni guaribili in dieci giorni e un trauma psicologico che ha richiesto un tempo ben più lungo prima di essere riassorbito, se mai lo sarà del tutto.
Per questa aggressione l’85enne è finito a giudizio per lesioni aggravate e ieri al processo con rito abbreviato il pubblico ministero ha chiesto per lui una condanna a sei mesi. La sentenza sarà pronunciata il 20 gennaio.
I fatti risalgono al 16 novembre del 2022, in via Caldirolo. La ragazza era appena uscita dal lavoro quando suo malgrado è stata costretta a fermarsi per lo scarto dell’automobilista. Ad assistere alla reazione violenta e ingiustificata dell’anziano è stato un ragazzo, che oltre a prestare soccorso alla giovane ferita, ha cercato di fermare l’automobilista che però, pure urtando la moto in sosta, è risalito a bordo e si è allontanato incurante del giovane che gli si era parato davanti. Poteva pure cavarsela così, se il ragazzo non avesse annotato la targa, permettendo agli inquirenti di risalire alla sua identità.
La ragazza, assistita dall’avvocato Antonio Boldrini, si è costituita parte civile con i suoi familiari. Ieri l’imputato non era presente, agli inquirenti che lo avevano interrogato aveva spiegato di aver agito in quel modo perché in quel momento pensava di subire una rapina.
Al termine delle indagini l’85enne è stato rinviato a giudizio per lesioni, con l’aggravante di aver utilizzato un tondino di ferro come arma impropria per colpire ripetutamente la malcapitata ragazza.
Considerato lo sconto di pena di un terzo previsto dal rito abbreviato, il giudice ha chiesto per l’imputato, difeso dall’avvocato Michele Chiaromonte, una condanna a sei mesi.
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