Pestaggio al Barco, spunta un indagato per tentato omicidio
Interrogato il 30enne autore dell’aggressione avvenuta tra il 17 e 18 settembre. L’episodio sarebbe nato in un contesto di dissidi familiari e tensioni
Ferrara Un trentenne moldavo è indagato a piede libero per tentato omicidio in relazione al brutale pestaggio avvenuto al Barco nella notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 settembre.
L’uomo, assistito dall’avvocato Simone Bianchi, è stato sentito in Procura nel pomeriggio di ieri, per circa tre ore, e ha risposto alle domande del pubblico ministero Andrea Maggioni, fornendo la sua versione dei fatti, alla presenza anche del dirigente della Squadra mobile, Davide Farina, che sta indagando sull’episodio.
Nella sostanza, non vi è stata una negazione del pestaggio in sé, ma l’indagato ha spiegato di aver in realtà reagito a una prima aggressione fisica arrivata dall’altro uomo, nata in un contesto di dissidi legati alla famiglia e in una situazione che era già molto tesa da diverso tempo. «Abbiamo chiarito la nostra posizione sulla effettiva dinamica dei fatti e adesso rimaniamo in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria – è il commento dell’avvocato Bianchi a margine dell’interrogatorio –. Non è un’aggressione unilaterale, anzi c’è stata una forma di legittima difesa a seguito di un’aggressione non partita dal mio assistito».
L’uomo vittima del pestaggio, anche lui di nazionalità moldava, era stato ritrovato nel parchetto tra via Maragno, via Bentivoglio e via Indipendenza ed era stato portato con codice di massima gravità all’ospedale Sant’Anna di Cona, dove era stato ricoverato inizialmente nel reparto di Rianimazione per via delle condizioni in cui era stato ridotto, con anche timori per la sua vita (da qui nasce probabilmente l’ipotesi del tentato omicidio).
Si è poi ristabilizzato molto presto ed è stato dichiarato fuori pericolo dai sanitari. Appena avuto il nulla osta da parte dei medici, il pm e la Squadra mobile erano andati in ospedale per ascoltare la sua versione dei fatti.
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