Allarme nascite a Ferrara, si teme di andare sotto quota 600
Nel 2024 i parti si sono fermati a 665, mentre nel 2014 erano stati 890. Due terzi dei ferraresi è over 40 e meno di uno su dieci è sotto i 14 anni
Ferrara La Settimana mondiale dell’allattamento al seno è appena iniziata, ma a Ferrara la culla rischia di diventare tristemente sempre più vuota. Il fenomeno della denatalità, che è particolarmente accentuato sul nostro territorio, non smette di farsi sentire. Inversioni di tendenza non se ne avvertono. Non avverrà forse nel 2025, tuttavia c’è il pericolo di scendere sotto le 600 nascite annue.
I dati sono quelli dell’Ufficio statistica del Comune di Ferrara, aggiornati al 31 dicembre 2024. Un anno in cui i nati vivi si sono fermati a quota 665, quando due lustri prima, nel 2014, erano stati 890. «Si può osservare che il numero dei nati risulta, al netto di lievi fluttuazioni, abbastanza stabile tra il 2013 e il 2018 – annotano nel loro report gli addetti alla statistica dell’amministrazione –. Il dato presenta invece un calo progressivo quasi costante dal 2019 in avanti. Questo trend può indicare una riduzione della natalità dovuta a fattori sociali, demografici o economici».
Tutto confluisce in un altro capitolo, quello sulla diminuzione della popolazione: tra capoluogo e frazioni i residenti, sempre stando al 31 dicembre scorso, erano 130.059, con una perdita di 3.623 abitanti nel giro del decennio. Nei due anni presi a riferimento il numero dei decessi è pressoché invariato (1.833 contro 1.826) e a mantenere tutto sommato contenuta la perdita di popolazione sono le nuove cittadinanze: gli stranieri residenti sono infatti 16.290, rappresentando una quota del 12,5% sul totale (nel 2014 i “nuovi ferraresi” erano il 9,4%).
Peraltro, come sottolinea l’Ufficio statistica del Comune, «il saldo naturale evidenzia una tendenza negativa con un crescente squilibrio tra morti e nascite che sta portando negli anni a una diminuzione della popolazione residente e questo decremento potrebbe continuare anche nei prossimi anni». Un trend esemplificato dai tassi di nascita e di mortalità, con il primo in calo costante (dai 6,7 nati per mille residenti del 2014 ai 5,1 del 2024) e il secondo in aumento (da 13,7 al 14,1), anche se con in mezzo gli sbalzi del periodo Covid.
L’effetto è molto facilmente comprensibile e si ripercuote sulla distribuzione della popolazione residente per fasce d’età, chiaramente sbilanciata verso quelle più anziane. I due terzi dei ferraresi ha, infatti, dai 40 anni in su: da 0 a 14 anni i residenti sono appena il 9,6% del totale, mentre la fascia 15-19 anni ne ricopre il 4,2%, quella 20-39 il 20%, tra i 40 e 64 sono il 37,2% e una fetta molto consistente spetta agli over 65, ossia il 29%. «La bassa percentuale dei ragazzi al di sotto dei 20 anni – prende atto l’Ufficio statistica – potrebbe significare un grande problema demografico in futuro, nel ricambio generazionale, e possibili pressioni sul sistema pensionistico».
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