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Ex albergo Roma a Ro, l’ordinanza: «Via l’eternit entro un mese»

Ex albergo Roma a Ro, l’ordinanza: «Via l’eternit entro un mese»

Il Comune impone alla proprietà la rimozione del materiale nocivo

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Ro Tempo 30 giorni e l’eternit che ricopre il tetto dell’ex albergo Roma a Ro deve essere rimosso. Lo dice l’ordinanza emessa dalla prima cittadina Rivese Daniela Simoni. Un passaggio che si attendeva da tempo, propedeutico alla risoluzione definitiva del problema dello smaltimento dell’eternit che ricopre il tetto dello stabile, già in fase di sgretolamento e quindi dannoso per la salute pubblica. Tutto ha avuto inizio nel 2016, quando una petizione popolare sollecitava interventi i bonifica. Negli anni successivi la questione è stata diverse volte riportata all’attenzione dell’amministrazione comunale e del Consiglio, anche grazie all’azione di Uniti per Riva del Po. A ottobre 2024 il Comune ha diffuso una nota ufficiale chiarendo che «la responsabilità della rimozione e bonifica compete al proprietario dell’immobile, individuato in una società privata». Nello stesso documento l’ente dichiarava comunque «la possibilità di incorrere a un’ordinanza sindacale nel caso di inadempienza».
Il 29 luglio 2025 è arrivata la presa di posizione del’Aus| di Ferrara: constatato «il peggioramento della copertura in cemento-amianto e l’assenza di qualsiasi riscontro da parte della proprietà», l’azienda sanitaria ha intimato al Comune «l’adozione di un’ordinanza sindacale per la bonifica, da realizzarsi entro sei mesi». I cittadini, soprattutto quelli di Ro, alla luce del percorso ormai decennale e dei ripetuti richiami degli enti competenti, auspicavano che il Comune intervenisse con urgenza, mettendo al primo posto la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Oggi l’ordinanza detta alla proprietà 10 giorni di tempo per eseguire la «completa pulizia dell’area di pertinenza degli immobili con rimozione dei materiali/rifiuti abbandonati e sfalcio dell’erba da effettuarsi successivamente al primo intervento con cadenza periodica» ed entro trenta giorni « relativamente al manto di copertura».
Il procedimento deve avere «una valutazione del rischio al fine di determinare una stima della concentrazione di fibre aerodisperse generate dai manufatti, con l’individuazione della popolazione esposta»; sollecitate anche azioni finalizzate alla riduzione del rischio, la nomina di un responsabile della valutazione periodica, una procedura per gli interventi di manutenzione per evitare la dispersione di fibre; di contro, nel caso in cui le analisi sul manto di copertura restituissero risultati incompatibili con la conservazione delle strutture, entro 60 giorni e comunque entro il 2025 bisognerà adottare la bonifica mediante rimozione e smaltimento, dei manti di copertura costituiti da materiale contenente amianto; ripristinare le condizioni igieniche dell’area con sfalcio dell’erba, da ripetere a cadenza periodica. Nel caso di inottemperanza si procederà all’esecuzione d’ufficio, in danno ai responsabili e al recupero delle somme anticipate dall’Amministrazione.l

D.M.

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