Copparo, congelati in tempo 34mila euro. Sventata la truffa partita dai social
L’uomo aveva affidato i soldi a una sedicente esperta finanziaria
Copparo «Se ti affidi alla mia professionalità, potrai ottenere facili guadagni». Quella promessa, pronunciata da una sedicente esperta finanziaria conosciuta su facebook era bastata a indurre un copparese di 47 anni a considerare l’idea di affidarle un bel gruzzolo dei suoi risparmi. E a convincerlo del tutto era stata anche la telefonata di un fantomatico maresciallo dei carabinieri della stazione locale che lo assicurava sulla bontà dell’investimento. E così l’uomo aveva proceduto a versare 34mila euro sul conto corrente di una banca di Copparo indicato da quella improbabile maga degli investimenti. Ma tra il gatto e la volpe, a far rinsavire l’incauto affarista era arrivato il grillo parlante, una persona amica che, saputo quello che aveva fatto, gli ha fatto capire che era finito in un tranello. Appena in tempo per permettere a procura e carabinieri di procedere al sequestro preventivo d’urgenza della somma, e di congelarla prima che dal conto copparese prendesse il largo verso più lontane e irraggiungibili destinazioni. Il provvedimento d’urgenza è stato eseguito ieri su disposizione del magistrato di turno Stefano Longhi, mettendo così i soldi al sicuro. Una vicenda che conferma come le vittime dei truffatori possano essere di ogni età. In questo caso un uomo adulto, di 47 anni, che ad agosto aveva fatto amicizia su facebook con una donna che si era qualificata come esperta di investimenti. Una chat dopo l’altra (che nel frattempo sono però sparite, cancellate dai social dalla stessa vittima) la truffatrice aveva teso la sua trappola, fino alla stretta finale, quella promessa di guadagni rapidi e senza fatica affidandole i risparmi che lei avrebbe provveduto a far lievitare. E per far capitolare del tutto la preda, la donna aveva utilizzato come “testimonial” un finto carabiniere suo amico: «Ti chiamerà, così potrai sentire direttamente da lui che la cosa è seria e funziona». Il complice aveva recitato il copione alla perfezione, e le porte del conto corrente del malcapitato si erano dischiuse. Solo la tempestività con cui si è reso conto dell’inganno ha dato la possibilità agli inquirenti di porvi rimedio; il prossimo passo sarà risalire all’identità dei responsabili della truffa.
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