“Un pozzo di Scienza”, il progetto gratuito di divulgazione scientifica con Hera
Con Nike Schiavo le classi dell’istituto Einaudi e del liceo Ariosto scoprono i temi legati al cibo
Ferrara Si chiama “Un pozzo di Scienza” ed è il progetto gratuito di divulgazione scientifica, promosso dal Gruppo Hera, rivolto agli studenti delle scuole superiori, che in quest’anno scolastico coinvolgerà circa 15.000 giovani (di cui quasi 3.000 solo nel Ferrarese). Il Pozzo è stato protagonista anche agli istituti Ariosto ed Einaudi di Ferrara con un’interview online con Nike Schiavo, presidente di Agricoltura Cellulare Italia APS e collaboratrice dell’Università di Trento. “La nuova frontiera del cibo: carne coltivata, perché no?” è il titolo dell’incontro che ha coinvolto una settantina di studenti delle classi 5N del liceo Ariosto e delle classi 2P e 2T dell’istituto Einaudi.
L’obiettivo era quello di stimolare la curiosità delle nuove generazioni su temi di scienza, ricerca e innovazione, come strumenti che possono renderli protagonisti di un futuro più sostenibile. E parlare di carne a base cellulare o comunemente detta “coltivata” ha aperto una seria discussione tra i puristi, proiettati a difesa delle tradizioni e chi, invece, inizia a fare i conti con alcuni elementi che condizioneranno il futuro. L’aumento della popolazione mondiale che chiede sempre più cibo, la sempre maggiore sensibilità verso l’ambiente e la tutela degli animali. L’analisi è partita da alcuni elementi numerici: gli animali selvatici sono un’esigua parte rispetto a quelli allevati e domestici.
Proprio i grandi allevamenti intensivi hanno ricadute immediate su tutto il sistema della produzione di carne, che rimane il cibo a cui la stragrande maggioranza della popolazione mondiale ambisce. Stando agli ultimi studi passare alla carne coltivata garantirebbe un risparmio sensibile del consumo di terra, una drastica riduzione delle emissioni di gas serra e anche un limitato consumo di acqua anche se sul tema il dibattito rimane piuttosto animato. Il problema però rimane: come alimentare così tanta gente? C’è chi sta andando ad esplorare le farine di insetti, chi punta molto sul mondo vegetale, chi si affida alla fermentazione e chi, invece, si indirizza sulla carne coltivata.
La produzione - viene spiegato nel corso degli incontri organizzati da “Un Pozzo di Scienza”, format che si affida alla divulgazione scientifica di vari esperti, accorcerebbe sensibilmente la produzione di carne. Si pensi, ad esempio, che oggi per avere un bovino pronto alla macellazione trascorrono poco più di 110 settimane mentre la medesima carne in vitro sarebbe a disposizione in 5-7 settimane, stando ai dati delle realtà più all’avanguardia. Creare carne coltivata non appare neppure una procedura così complessa o quantomeno ci sono laboratori già molto proiettati verso i nuovi sistemi. Occorre ottenere un piccolo prelievo di tessuto di animale (vero) e da lì si sviluppa la filiera laboratoriale.
Addirittura qualcuno è convinto basti un prelievo di sangue ma in ogni caso - stando alle analisi - il benessere dell’animale è garantito. Da quelle cellule staminali inizia il periodo di maturazione che culminerà con la produzione del muscolo e a seguire con l’assemblaggio delle varie componenti. E lì - ha raccontato anche la dottoressa Nike Schiavo - sarà addirittura possibile inserire gli insaporitori e le spezie varie.
Ma ci sono ancora problemi non solo etici ma anche operativi sulla nuova frontiera. I dubbi sulle ricadute sanitarie rimangono anche se diversi studi evidenziano come il livello attuale di salute non viene inficiato dal consumo di carne coltivata. Servono però diversi protocolli in grado di certificare la corretta produzione come del resto si teme che si arrivi ad un monopolio assoluto dei laboratori e degli investimenti pubblici a discapito dei lavoratori. La discussione rimane quindi aperta e appassionata e il Gruppo Hera ha permesso agli studenti di riflettere sulla questione, affrontando il tema da un punto di vista a volte non così noto ma che aiuta a capire come sarà il mondo in futuro.
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