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Tragico incidente

Elicottero precipitato a Settepolesini, nebbia unica imputata

Daniele Oppo
Elicottero precipitato a Settepolesini, nebbia unica imputata

Indagini chiuse sulla tragedia dell’ottobre 2023 alla Cava Sei. Morirono il pilota Azem Bayumi e il passeggero Philip Hubert Ter Woort

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Settepolesini Una nebbia fitta, fittissima. Al punto da disorientare anche un pilota esperto qual era Azem Bayumi e fargli perdere la concezione dello spazio. Fino a farlo avvicinare troppo con l’elicottero al bacino artificiale della Cava Sei di Settepolesini, forse in virata perché l’elica avrebbe toccato l’acqua con un’ala e da lì in poi la tragedia si è consumata. La Procura di Ferrara è ormai in procinto di chiedere l’archiviazione delle lunghe e difficilissime indagini sull’incidente aereo verificatosi il 10 ottobre del 2023 che ha portato alla morte del 73enne imprenditore di origini egiziane e sul suo compagno di viaggio, Philip Hubert Ter Woort, 62enne olandese che era stato un dirigente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Ebrd), per la quale direttore nell'area del Mediterraneo orientale in Libano, Giordania, Gaza e Cisgiordania.

Le consulenze tecniche effettuate sui rottami dell’elicottero recuperati all’interno del bacino e nei dintorni hanno portato ad escludere che dietro l’incidente vi sia stato un problema meccanico o di manutenzione. Più probabile un errore umano, dovuto a condizioni atmosferiche che a Settepolesini sono diventate estremamente pericolose, con la nebbia fitta che ha tolto punti di riferimento al pilota, il quale probabilmente non si aspettava uno scenario del genere. Le indagini coordinate dalla sostituta procuratrice Barbara Cavallo hanno visto coinvolti i carabinieri – compresi quelli del Reparto investigazioni scientifiche – i consulenti tecnici nominati sia dalla procura di Ferrara che dalle famiglie delle due vittime che dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), che ha condotto un’indagine parallela. Il consulente della Procura è stato Stefano Benassi, uno dei massimi esperti del settore, comandante dell’Aeronautica e coordinatore del settore elicotteri per l’Anpac – Associazione nazionale piloti di aviazione commerciale, che svolge consulenze in tutta Italia in materia di disastri aerei e nello specifico proprio quelli che vedono coinvolti gli elicotteri.

Fondamentale anche il lavoro svolto dai sommozzatori dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri, che sono riusciti a recuperare le vittime e molti dei rottami nel fondale sabbioso della Cava Sei. Quella di un incidente dovuto alla presenza della nebbia è stata un’ipotesi sempre presente nelle carte dell’indagine ed è rimasta alla fine come la più accreditata, dopo che sono state escluse altre cause, da quelle relative alle condizioni fisiche di Bayumi (l’autopsia e gli esami tossicologici non hanno rilevato fattori anomali) all’avaria dell’elicottero. L’incidente è probabilmente avvenuto nel momento in cui Bayumi ha deciso di fare inversione e ritornare verso Bologna, proprio a fronte della difficoltà di pilotare il mezzo attraverso i banchi di nebbia fittissima incontrati nel Ferrarese. Una manovra effettuata evidentemente quando ormai l’elicottero volava a bassa quota, vicino al lago artificiale, portando l’elica a sbattere contro l’acqua e far perdere completamente stabilità al volo. L’elicottero – Bell 206B JetRanger III– è finito in mille pezzi, inabissandosi.


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