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A Ferrara due nuove pietre d’inciampo per ricordare le vittime del fascismo

Matteo Ferrati
A Ferrara due nuove pietre d’inciampo per ricordare le vittime del fascismo

La posa in via Fabbri e Mentana dove vivevano Corrado Tassinati e Gino Montini: i due ferraresi dovevano essere deportati ma vennero fucilati al poligono di Cibeno

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Ferrara Gino Montini e Corrado Tassinati erano due cittadini ferraresi oppositori del regime nazifascista, uccisi per il loro coraggio nella strage di Cibeno (vicino al Campo di Fossoli, Modena) del 12 luglio 1944, in cui persero la vita altre 65 persone. Quei sessantasette civili erano convinti di partire per la Germania all’alba di quel giorno estivo, totalmente inconsapevoli che sarebbero invece andati incontro alla morte: furono condotti dalle camionette al poligono di tiro di Cibeno e vennero fucilati con dei colpi alla nuca sull’orlo di una fossa. Ieri Ferrara ha deciso di ricordare questi martiri concittadini con il posizionamento di due pietre d’inciampo nei marciapiedi in corrispondenza di via Mentana 35 e via Fabbri 232, luoghi che un tempo erano le case rispettivamente di Montini e Tassinati, per mantenere la memoria di queste persone proprio nei luoghi in cui vivevano.

Le pietre d’inciampo sono cubetti di calcestruzzo ricoperti di ottone ideati dall’artista tedesco Gunter Demnig, che recano incise le indicazioni biografiche delle persone perseguitate dal nazifascismo. Questi piccoli monumenti diffusi rappresentano degli importanti strumenti per mantenere una memoria storica: sono presenti in spazi comuni e si incontrano mentre si cammina, in momenti in cui non ci si aspetterebbe di imbattersi nel ricordo delle stragi e delle violenze di quel periodo. Ed è proprio tale natura “inaspettata” che rende queste opere così d’impatto e necessarie, per ricordare a tutti, in ogni momento, ciò che è successo e che non dovrà più accadere.

Le due cerimonie di svelamento hanno visto gli interventi di Alessandro Balboni, vicesindaco di Ferrara, Susanna Pedrazzini della Fondazione Fossoli e Anna Maria Quarzi dell’Istituto di Storia Contemporanea. I momenti sono stati accompagnati dagli emozionanti discorsi (frutto di grande interesse e ricerche storiche) e musiche delle classi IIIB della scuola secondaria di primo grado “M. M. Boiardo”, III E della scuola secondaria di primo grado “F. De Pisis” e della Flauti Junior Orchestra, scuola di flauti traverso.

«Oggi ricordiamo due persone che pagarono con la vita la propria libertà e la fede ai propri valori e che non si piegarono al regime fascista - ha detto il vicesindaco Balboni - Le pietre d’inciampo hanno un grande valore morale: ci costringono a rallentare, a volgere lo sguardo verso il basso. Ci impongono un momento di riflessione, affinché quei fatti tragici non possano essere dimenticati ma soprattutto non possano scadere nella banalità e perché non possano essere assegnati alla sola rimembranza fine a sé stessa. Con il progetto avviato un anno fa diamo applicazione a principi e valori richiamati dalla nostra Costituzione, ricordando le vittime del regime fascista. In questi anni abbiamo cercato di costruire e promuovere questi valori condivisi attraverso numerose iniziative per ricordare il legame profondo che lega Ferrara con la comunità ebraica»

Le due nuove pietre d’inciampo a Ferrara vanno ad aggiungersi ad altre 15, posizionate dall’Amministrazione comunale in via Mazzini, lo scorso 16 gennaio, per ricordare tre famiglie ebree uccise nei campi di concentramento. Al progetto pietre d'inciampo hanno aderito Comunità ebraica di Ferrara, Archivio di Stato di Ferrara, Istituto di Studi Contemporanei, Università di Ferrara, MEIS e Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, oltre alla partecipazione degli alunni e docenti delle classi.

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