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«Non vogliamo i migranti», la rivolta esplode a Monticelli

Lorenzo Gatti
«Non vogliamo i migranti», la rivolta esplode a Monticelli

Il centro di accoglienza pronto ad aprire nella piccola frazione. La sindaca: «Non è una cosa fattibile»

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Monticelli Il centro di accoglienza aprirà a Monticelli. Quella che fino a qualche mese fa era solo un’ipotesi pare diventerà realtà, tanto che ieri sera alle 18 è stata convocata una riunione d’urgenza nella sede della Consulta, alla presenza anche della sindaca Lisa Duò a cui hanno partecipato l’intera Giunta, alcuni consiglieri comunali di maggioranza e minoranza e una ventina di persone.

Questa volta dunque la notizia è confermata. Già durante la scorsa primavera la prima cittadina era intervenuta sulla vicenda che, anche attraverso i social, aveva animato un acceso dibattito sulla possibile apertura appunto di un centro di accoglienza per trenta immigrati a Monticelli. Allora come ora Duò ha espresso la propria decisa opposizione. «Ho appreso solo ieri sera (giovedì, ndr) dal viceprefetto di Ferrara - afferma - che a Monticelli arriveranno alcune persone richiedenti asilo. Ho espresso immediatamente la mia contrarietà, formalizzandola questa mattina (ieri, ndr) in una lettera indirizzata alla Prefettura e lo rifarò anche martedì in una riunione a Ferrara. Non conosco nel dettaglio la nazionalità o la provenienza delle persone coinvolte, ma questo non cambia la sostanza del problema: ritengo questa decisione sbagliata nel merito e nel metodo».

Le parole di Duò sono molto dirette: «Monticelli è una comunità di 900 abitanti - continua Duò - già impegnata ogni giorno a far fronte a carenze strutturali, servizi limitati e fragilità sociali note. Non possiamo farci carico di ulteriori criticità senza alcuna garanzia sulla gestione. E gli esempi, sia locali che nazionali, dimostrano che troppo spesso i controlli reali sono insufficienti o assenti. Credo inoltre che queste persone abbiano bisogno di essere inserite in città strutturate, capaci di offrire percorsi veri di integrazione. Monticelli, per caratteristiche oggettive, non può garantirli». «Per queste ragioni ribadisco la mia contrarietà. Una scelta così impattante non può essere calata dall’alto senza una valutazione seria e senza il coinvolgimento dell’amministrazione».

Nel corso della riunione è emerso che si tratta di una decina di persone, una quota che poi forse sarà implementata. Sono richiedenti che arriveranno in due appartamenti nel breve periodo. La cittadinanza pensa che non ci siano, in un centro già degradato ed in situazioni di insicurezza, le condizioni per ospitarli, che sorgerà anche un problema di igiene e che la comunità non può sobbarcarsi ulteriori problemi e desidera spiegare alle istituzioni queste ragioni. Sono previste altre eventuali assemblee pubbliche. 


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