La Nuova Ferrara

Ferrara

La segnalazione

«Rifiuti e animali morti dentro il capannone», l’allarme a Tresigallo

Davide Bonesi
«Rifiuti e animali morti dentro il capannone», l’allarme a Tresigallo

La richiesta dell’ex imprenditore a Polizia locale e Comune in merito alla struttura vicina all’Aliper: «Nessuno interviene da anni»

2 MINUTI DI LETTURA





Tresigallo In quella zona aveva un’impresa, ma oggi che è in pensione lì è rimasta “soltanto” la sua abitazione. E purtroppo deve vivere a stretto contatto con una grave situazione di carattere igienico–sanitaria, che lo ha spinto a scrivere sia alla Polizia locale dell’Unione Terre e Fiumi che al Comune di Tresignana, per poi rivolgersi al nostro quotidiano.

Questo ex imprenditore nella sua lettera denuncia questa situazione problematica relativa a un capannone situato in piazzale Po 9, a Tresigallo. “All’interno della struttura risultano essere presenti ingenti quantità di tessuti abbandonati e, soprattutto, carcasse di animali morti e in evidente stato di decomposizione - segnala questa persona -. Tale condizione comporta un pericolo immediato per la salute pubblica, oltre a possibili contaminazioni ambientali e rischi legati alla presenza di insetti, roditori e cattivi odori”.

La situazione non è nuova, tutt’altro, e secondo l’ex imprenditore è ben nota sul territorio: “Ho già provveduto ad avvisare in prima persona il sindaco e la Polizia locale, ma a oggi non risulta essere stata intrapresa alcuna azione concreta per la messa in sicurezza dell’area. Considerata la gravità della situazione, chiedo un tempestivo sopralluogo e l’adozione delle misure necessarie per eliminare il rischio per la cittadinanza”.

Per raccontare la vicenda bisogna fare un passo indietro nel tempo e in questo ci aiuta lo stesso ex imprenditore tresigallese: «La situazione è presente ormai da alcuni anni e tutti la conoscono. E dire che siamo praticamente in centro a Tresigallo, di fronte al supermercato Aliper e a due passi dalla rotatoria. Qui qualche tempo fa arrivarono delle persone di nazionalità straniera per avviare un’attività di lavanderia. Ma tale attività non è mai cominciata, piuttosto all’interno di questo grande magazzino sono state accumulate diverse balle di stracci, a tonnellate visto che ogni balla è 500 chili».

Poi, alcuni anni fa, l’arrivo improvviso dei carabinieri della Compagnia di Copparo che interruppero l’attività e sequestrarono il capannone. «Da allora nulla è cambiato, anzi, la situazione è peggiorata. Perché la roba è rimasta dentro, nel frattempo il tetto del capannone si è sfondato e così all’interno entrano la pioggia e animali in cerca di riparo. Sono diverse le segnalazioni fatte, ma viene sempre risposto che l’edificio è sotto sequestro, ma prima o poi si dovrà intervenire».  

© RIPRODUZIONE RISERVATA