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Il disagio

Caldaia guasta negli spogliatoi, il Vaccolino rischia il campionato

Katia Romagnoli
Caldaia guasta negli spogliatoi, il Vaccolino rischia il campionato

La Federazione chiede la dichiarazione di conformità. Che non c’è

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Vaccolino Caldaia guasta negli spogliatoi e la squadra del Vaccolino rischia la multa e non solo. Pesa, sulla compagine calcistica della frazione comacchiese più a nord del territorio, il timore di subire, nelle prossime partite casalinghe, la sconfitta a tavolino, a causa di un problema che, paradossalmente, non riguarda il campo da gioco ma gli spogliatoi. Da mesi l’associazione dilettantistica sportiva ha segnalato un guasto alla caldaia che, tutt’oggi non garantisce il riscaldamento e non eroga acqua calda. Un problema al sensore di regolazione della temperatura, preso in carico, ma mai risolto, sta trasformando una semplice manutenzione in un caso che potrebbe compromettere il campionato.

Le perplessità

La società ha fatto presente da tempo il malfunzionamento al Comune. L’Ufficio Tecnico, che a più riprese, -spiega Paolo Rossi, ex presidente della società di calcio Estensi Spina e che oggi offre il proprio supporto al Vaccolino-, ha effettuato diversi sopralluoghi e confermato la necessità di sostituire il pezzo difettoso. Tuttavia, l’intervento non è ancora stato eseguito. Secondo quanto ci è stato ripetuto anche in questi giorni, il componente necessario, ossia il pezzo da sostituire, deve ancora arrivare, e gli spogliatoi restano al freddo, con docce totalmente gelide».

Ma come spesso avviene, il disagio sottende altre insidie e conseguenze. La squadra si vede costretta a pagare 80 euro di multa per ogni gara disputata in casa, in assenza dei requisiti minimi (termosifoni funzionanti ed acqua calda negli spogliatoi). E come se non bastasse la situazione rischia ora di aggravarsi, perché senza la piena funzionalità della caldaia, la società non può fornire alla Federazione la dichiarazione che attesti la conformità dell’impianto, requisito indispensabile per evitare sanzioni più pesanti. Senza la certificazione richiesta, le prossime gare interne potrebbero trasformarsi in sconfitte a tavolino, penalizzando pesantemente la formazione locale.

L’appello

«Ma perché non si cerca di tendere una mano ad una società sportiva storica sul territorio, che oggi conta 35 tesserati – si chiede Paolo Rossi -, risolvendo una volta per tutte questo problema? L’altro ieri lo stesso presidente Domenico Zucconelli, nonostante l’età, si è recato personalmente in Municipio per sollecitare una soluzione. Vogliamo scongiurare che il campionato, per questa squadra di calcio debba finire ingloriosamente e con tanto anticipo, senza nessuna colpa per i giocatori!».

È una stagione davvero in salita per la squadra, dopo l’incendio che, il 24 luglio scorso, aveva divorato parte del manto erboso del campo sportivo. Fortunatamente, i sopralluoghi successivi avevano escluso anomalie all’impianto elettrico, permettendo la regolare disputa delle partite. Ciò che ora blocca la società è un paradosso burocratico, dato che la squadra può scendere in campo, ma non può dimostrare che gli spogliatoi siano pienamente in regola. «Zucconelli si è reso disponibile a riparare in prima persona quel guasto alla caldaia – chiude Paolo Rossi -, ma è stato dissuaso dal compiere un’operazione del genere perché l’impianto non è di proprietà sua e neppure della società di calcio». 

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