Cugini uccisi a Rero, il giudice si riserva sull’archiviazione
Per la Procura non ci sono elementi sufficienti per il processo
Rero Dopo oltre tre ore di udienza, venerdì il giudice per le indagini preliminari Marco Peraro si è riservato la decisione sulla seconda richiesta di archiviazione dell’inchiesta sul duplice omicidio dei cugini Dario e Riccardo Benazzi, avvenuto a Rero il 28 febbraio del 2021.
A seguito del supplemento d’indagine ordinato sempre dal gip (la dottoressa Silvia Marini, oggi non più in servizio a Ferrara), il sostituto procuratore Ciro Alberto Savino, che ha ereditato l’indagine, ha ritenuto non esservi comunque elementi utili a sostenere l’accusa in giudizio nei confronti degli unici due indagati, padre e figlio che vivono a poca distanza da dove sono avvenuti gli omicidio. Per questo è stata richiesta, per la seconda volta in più di quattro anni, l’archiviazione dell’indagine. Richiesta alla quale si è ovviamente associato il loro difensore, l’avvocato Stefano Marangoni.
A questa si sono invece opposti gli avvocati dei parenti dei Benazzi, assistiti dagli avvocati Massimiliano Sita e Denis Lovison, che erano riusciti a far riaprire le indagini una prima volta e che ritengono ora vi siano elementi per portare i due indagati a processo.
Sull’assenza di prove sufficienti si sono già pronunciati diversi giudici in sede cautelare e gli elementi raccolti successivamente non sembrano aver cambiato di molto il quadro indiziario. Il giudice, che ha preso in mano il fascicolo per la prima volta solo in occasione dell’udienza, si è preso del tempo prima di sciogliere la riserva.
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