Piscina a Copparo, saldato il debito: dal 1° dicembre una nuova era
Il Consiglio comunale ha approvato la chiusura del finanziamento
Copparo La piscina tornerà ad essere una delle realtà più importanti a Copparo. Venerdì sera il Consiglio comunale ha approvato, a maggioranza, l’applicazione al bilancio di previsione 2025 di una quota di avanzo accantonato, a seguito dell’escussione della polizza fideiussoria a garanzia del mutuo chirografario relativo alla piscina. In termini semplici, questo atto permette al Comune di chiudere definitivamente l’impegno con la banca per l’impianto sportivo, coprendo i 325mila euro a estinzione del finanziamento.
Il Comune non ha pagato 355mila (che era l’ammontare del debito) ma appunto 325mila perché 33mila euro sono stati pagati dai soci. Durante la seduta è stata approvata, sempre a maggioranza, la variazione generale di Bilancio che consentirà di procedere all’acquisizione delle attrezzature della struttura, già inventariate, in vista della riapertura. Sempre venerdì, inoltre, la società interpellata ha presentato l’offerta per la gestione transitoria di 18 mesi del polo natatorio, comprensiva naturalmente anche della palestra. Il prossimo passo sarà la verifica dei documenti ricevuti e, se tutto sarà conforme, l’affidamento del servizio. Domani, come da programmi, si dovrebbe riuscire a concludere l’affidamento. Quindi il tempo necessario a sistemare tutti gli aspetti (per primo le assunzioni), e si riapre.
Cosa è accaduto
A fine ottobre 2025, la piscina di Copparo è stata chiusa perché il Comune ha revocato la concessione al gestore, il Centro Nuoto Copparo, a seguito del mancato pagamento del mutuo. Questa situazione ha provocato la crisi per dipendenti, collaboratori e atleti. La chiusura segue un incendio che a metà agosto 2025 aveva danneggiato il chiosco-bar dell'area esterna.
Mancato pagamento del mutuo: Il 17 ottobre 2025 è scaduto il termine per la regolarizzazione del mutuo da parte del gestore, il Centro Nuoto Copparo. Revoca della concessione e chiusura: a causa dell'inadempimento, il Comune ha revocato la concessione, portando alla chiusura dell'intero impianto. La chiusura ha creato una crisi che si spera sia stata adesso risolta.
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