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Sciopero al Bassi-Burgatti di Cento ma la protesta non fa presa tra gli studenti

Georges Savignac
Sciopero al Bassi-Burgatti di Cento ma la protesta non fa presa tra gli studenti

La mobilitazione era stata organizzata da Azione Studentesca, il movimento studentesco di Fratelli d’Italia, che lamentava, tra gli altri, bagni non funzionanti e aule fredde

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Cento Qualche decina di studenti o davanti all’ingresso, ma la maggior parte di chi ha aderito alla mobilitazione era semplicemente assente ieri mattina per lo sciopero studentesco all’Istituto Bassi-Burgatti.

Il presidio era guidato dall’unico rappresentante d’istituto presente, Davide Alagna, mentre gli altri eletti hanno scelto di entrare regolarmente in classe. Alagna, che fa parte di Azione Studentesca (il movimento studentesco di Fratelli d’Italia), ha coordinato la manifestazione elencando una serie di criticità che, secondo i promotori, si sarebbero accumulate nel corso dell’anno scolastico: bagni non funzionanti, alcune aule ancora fredde, l’assenza del punto bar interno, difficoltà nella gestione dell’intervallo e una scarsa chiarezza nell’organizzazione delle attività extrascolastiche, tra «gite improvvisate o assenti». Sono questioni pratiche e organizzative che, a detta del promotore, incidono sulla qualità della quotidianità scolastica.

Durante il suo intervento, Alagna ha annunciato l’intenzione di consegnare una lettera al vicepresidente della Provincia Alessandro Guaraldi, anch’egli esponente di Fratelli d’Italia: proprio la Provincia è infatti l’ente responsabile degli istituti superiori come il Bassi-Burgatti.

La protesta non ha raccolto l’adesione dell’intera comunità scolastica. Diversi studenti che sono entrati regolarmente in classe hanno espresso dubbi sulla gestione dell’iniziativa, sostenendo che alcune delle criticità sollevate non sarebbero tali da giustificare una mobilitazione. Una posizione condivisa, seppur in modo informale, anche da molti docenti, che riconoscono la presenza di problemi ordinari ma non emergenziali. Gli insegnanti sottolineano invece la solidità dell’offerta formativa dell’istituto, che per qualità educativa e impegno del corpo docente rimane uno dei punti di riferimento del territorio.

La vicenda del Bassi-Burgatti è diventata nel tempo un intreccio di questioni strutturali, dinamiche interne e un’esposizione politica sorprendentemente intensa. Provincia e Comune, proprietari dell’immobile, sono già intervenuti su alcune criticità - in particolare sul riscaldamento - migliorando una situazione che negli anni scorsi aveva creato non pochi problemi. Nonostante questo, il dibattito non si è placato, anzi si è ampliato fino a raggiungere toni nazionali, con l’intervento del senatore di FdI Alberto Balboni. Una pressione politica così forte, rara nel contesto scolastico locale, ha ulteriormente polarizzato la discussione.

Ad ogni modo le rivendicazioni degli studenti non toccano l’offerta formativa né il lavoro del corpo docente, che continua a essere considerato valido anche dagli stessi promotori dello sciopero. Da parte della scuola non sono arrivate dichiarazioni ufficiali sulla protesta.

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