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Casa del volontariato a Ferrara, l’appello: «Sfratto vicino, serve un posto»

Casa del volontariato a Ferrara, l’appello: «Sfratto vicino, serve un posto»

Dal tavolo del Terzo settore emerge l’urgenza di una sistemazione e viene lanciata un’idea per valorizzare il volontariato

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Ferrara «Speriamo che anche da questo incontro possano emergere disponibilità di luoghi per la Casa del Volontariato, perché lo sfratto è previsto tra 20 giorni». È pacato ma netto, l’appello di Chiara Sapigni, presidente del Csv Ferrara-Modena per trovare una soluzione “abitativa” per molte associazioni del Terzo settore ferrarese che presto dovranno lasciare la casa comune di via Ravenna. E, come loro, anche Arci, Ancescao e Cittadini del Mondo.

Le richieste

L’appello di Sapigni è giunto dal tavolo di confronto tra gli enti di rappresentanza del Terzo settore e le istituzioni del territorio tenutosi nei giorni scorsi nella sede della Camera di commercio. Promosso dal Forum provinciale del Terzo settore e dal Csv Terre Estensi, aveva l’obiettivo di avviare un’istruttoria condivisa per ampliare le conoscenze reciproche, rafforzare le collaborazioni e definire possibili azioni comuni sulla valorizzazione degli immobili pubblici. Un tema che coinvolge in particolare l’eventuale affidamento di spazi agli enti del Terzo settore per lo svolgimento delle loro attività istituzionali. L’appuntamento è stato anche un’occasione preziosa per approfondire bisogni, criticità e nuove opportunità emergenti nelle comunità.

Ad aprire i lavori è stata Chiara Bertolasi, portavoce del Forum Terzo settore di Ferrara, che ha dichiarato: «Due sono le istanze che portiamo a questo tavolo. La prima riguarda il riconoscimento e la valorizzazione del nostro ruolo: l’ampia partecipazione delle istituzioni ferraresi dimostra un clima di fiducia reciproca. La seconda istanza è strettamente legata alla prima e riguarda i luoghi: per poter generare capitale sociale e fiducia, i nostri enti devono essere inseriti nei territori, in spazi facilmente accessibili e non marginali».

Chi c’era

Al tavolo erano presenti l’ Asl di Ferrara con la direttrice del distretto Centro Nord Marilena Bacillieri; Alessandra Pacetti della Camera di Commercio di Ferrara-Ravenna; per la Prefettura di Ferrara la capo di gabinetto, Maddalena Della Rosa; per l’Università di Ferrara, Giuseppe Galvan, dirigente dell’area tecnica; don Andrea Malaguti per l’Arcidiocesi; Marianna Pellegrini per la segreteria generale della Fondazione Estense; Riccardo Breveglieri della direzione del Forum del Terzo settore Emilia-Romagna; Mauro Bosi, portavoce del coordinamento CsvNet Emilia-Romagna e Alberto Caldana presidente del Csv Terre Estensi; per l’agenzia del Demanio, i dottori Provenza e Torelli.

Presente all’incontro anche l’assessora ragionale Isabella Conti, con deleghe al Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola, che ha ricordato: «Il valore del Terzo settore e del volontariato per me è evidente. È una ricchezza che non può essere considerata una semplice stampella delle amministrazioni nei soli momenti di necessità. Per questo la Regione intende muoversi per sviluppare progettualità innovative realmente condivise. Proprio qui, dalla città di Ferrara, potrebbe partire una sperimentazione capace di valorizzare il volontariato come moltiplicatore del bene. Il Terzo Settore – ha concluso l’assessora Conti – è chiamato non solo a erogare servizi, ma a rigenerare legami sociali e fiducia nei territori, uno sforzo che richiede visione, co-progettazione e corresponsabilità tra associazioni, cittadini e istituzioni». 

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