La cultura oltre ogni barriera: Unife porta il sapere in carcere a Ferrara
Sono 25 gli studenti della Casa circondariale divisi in 13 corsi
Ferrara Sono 25 gli studenti detenuti iscritti nell’anno accademico 2025/2026, 10 nuove immatricolazioni, 16 borse Er.Go erogate e oltre 900 ore di tutorato. Si è tenuta ieri la conferenza stampa di presentazione del rinnovo della convenzione tra l’Ateneo estense e la Casa Circondariale di Ferrara per la gestione del Polo universitario penitenziario (Pup). Un accordo che garantisce continuità a un percorso avviato da oltre dieci anni e che oggi mostra risultati concreti e in costante crescita. Alla conferenza sono intervenuti la rettrice Laura Ramaciotti, Stefania Carnevale (delegata al Polo universitario penitenziario e ai rapporti con l’Amministrazione penitenziaria), la direttrice della Casa circondariale Maria Martone, il presidente della Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i Poli universitari penitenziari (Cnupp) Giancarlo Monina, insieme a Monica Lodi e Patrizia Pasini di Er.Go, l’azienda regionale per il diritto agli studi superiori.
Il rinnovo della convenzione si inserisce in un contesto di forte sviluppo del Polo: i detenuti iscritti sono passati da 15 a 25 in un solo anno, distribuiti su 13 corsi di laurea, tra triennali, magistrali e a ciclo unico. «Questo rinnovo rappresenta molto più di un atto formale – ha sottolineato la rettrice Ramaciotti –. È la conferma di una visione che l’Ateneo porta avanti da anni: l’università come motore di crescita personale e sociale, uno spazio di conoscenza che deve essere accessibile a tutte e a tutti».
Negli ultimi anni il Polo universitario penitenziario si è arricchito di nuovi strumenti: una biblioteca universitaria interna al carcere con i testi necessari per la preparazione degli esami, materiali didattici e informatici compatibili con le condizioni detentive, oltre alla riorganizzazione degli spazi con la creazione di tre sale studio arredate dall’Ateneo. Per la direttrice della Casa circondariale Martone, il progetto rappresenta «un elemento essenziale del trattamento rieducativo dei detenuti». Soddisfazione anche da Carnevale, che ha evidenziato come «si sia favorito il diritto allo studio universitario a un numero crescente di persone, migliorando servizi e spazi». Fondamentale il sostegno di Er.Go, che quest’anno ha assicurato borse di studio ai nuovi iscritti e agli studenti meritevoli.
«È un progetto di grande valore – ha dichiarato il direttore di Er.Go Francesco Scaringella – che rafforza il diritto allo studio e promuove l’inclusione degli studenti più fragili, anche attraverso interventi di supporto nella fase di fine pena». L’esperienza ferrarese si inserisce nella rete nazionale della Cnupp, che coinvolge quasi 50 Atenei. «L’università in carcere – ha aggiunto Monina – è un concreto strumento di recupero e reinserimento sociale».
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