La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

Processo Fiera bis, il pm chiede l’assoluzione di Modonesi e il proscioglimento di Tagliani

Daniele Oppo
Processo Fiera bis, il pm chiede l’assoluzione di Modonesi e il proscioglimento di Tagliani

Le richieste della Procura di Ferrara nel processo sui lavori da 6 milioni del post sisma. L’indagine riguarda una presunta truffa, mazzette e un appalto truccato

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara La Procura di Ferrara ha chiesto l’assoluzione dell’ex assessore comunale Aldo Modonesi e il proscioglimento dell’ex sindaco Tiziano Tagliani, imputati nel procedimento “Fiera bis”, quello sull’appalto da circa 6 milioni di euro per i lavori post sisma nei padiglioni fieristici.

L’ex assessore deve rispondere di aver concorso con gli altri imputati a una presunta truffa ai danni della Regione per inserire i lavori di ristrutturazione post sisma nel programma “Sfinge” e anche di aver ricevuto una tangente da 12mila euro da parte della AeC da girare poi all’Ente Palio, come “contributo” per la spinta data all’azienda nella gara di appalto. Accuse che Modonesi ha sempre fermamente respinto.

Il pubblico ministero Ciro Alberto Savino ha chiesto al contempo la condanna a un anno e otto mesi di reclusione (con sospensione sia della pena principale che di quelle accessorie) per il consigliere delegato dell’azienda di Modena AeC che aveva ottenuto l’appalto, Sandro Mantovani; e il rinvio a giudizio per Filippo Parisini, al tempo presidente di Ferrara Fiere, l’ingegner Davide Grandis che aveva gestito il progetto (e che avrebbe architettato tecnicamente la presunta truffa), e Stefano Zaccarelli, presidente della AeC. Il pm ha anche chiesto il non doversi procedere intervenuta prescrizione per i reati di turbativa d’asta e frode in pubblica fornitura, cosa che comporta la richiesta di non doversi procedere per Gian Domenico Leprini, consulente di AeC che è imputato per la sola turbativa.

Ha inoltre ridimensionato la vicenda che aveva portato all’accusa di truffa alla Regione Emilia-Romagna con il passaggio delle procedure Fenice a Sfinge per ottenere le risorse per la ricostruzione post sisma, ritenendo, nella sostanza, che non sia stato prodotto alcun danno alla Regione in questo. Rimane invece l’accusa di aver gonfiato l’appalto attestando danni strutturali dovuti al sisma che in realtà non avrebbero avuto riscontro nella realtà.

Modonesi e Mantovani avevano scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, gli altri invece avevano deciso di procedere con la discussione dell’udienza preliminare, in vista o di un proscioglimento o di affrontare il giudizio ordinario. Tra questi vi è Parisini, il cui legale, l’avvocato Claudio Maruzzi, si mostra fiducioso all’esito dell’udienza di ieri davanti al giudice Andrea Migliorelli: «Confidiamo di poter dimostrare che Filippo Parisini meriti il pieno proscioglimento ad esito dell’udienza preliminare, non avendo dato alcun contributo sostanziale alla parte strettamente tecnica della gara d’appalto. Lo stesso pm ha riconosciuto peraltro che il passaggio dalla procedura Fenice alla Sfinge, condiviso da tutti i protagonisti della vicenda, non ha prodotto alcun danno, ammissione che, a mio parere, destruttura l’intera accusa. Parisini ha sempre operato nell’esclusivo interesse della Fiera di Ferrara, avendo come unico obiettivo la sua messa in sicurezza e la sua efficienza operativa».

Le arringhe difensive inizieranno nell’udienza del 16 gennaio, giorno in cui potrebbe arrivare anche la decisione del giudice.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA