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Voghenza, reti tagliate per giocare a calcio: «Il campo non è di tutti»

Davide Bonesi
Voghenza, reti tagliate per giocare a calcio: «Il campo non è di tutti»

Parla il presidente della squadra locale: «Casi ripetuti, avvisati i carabinieri»

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Voghenza L’impianto sportivo di Voghenza è lì, bello e appetibile per chi ama il calcio. Un campo che per anni ha ospitato anche partite di campionati regionali, mentre ora è la “casa” del Voghiera Fc, società calcistica giovane ma molto attiva fra tornei estivi e calcio camminato, attualmente in Terza categoria. Domenica è apparso sui social questo post del presidente Giovanni Paolo Inglesetti: “Il campo sportivo di Voghenza... ‘non è aperto a tutti’, non si può andare a giocare a calcio come se fosse libero, usufruire di attrezzature private, gestire e curare un impianto sportivo ha dei costi, ci vuole rispetto... In più c’è chi viene dietro al bar a fare i propri comodi, a mettere tutto in disordine, tagliando i teli, rompendo materiale, ecc. Il tutto già segnalato più volte ai carabinieri e all’amministrazione comunale. Abbiamo provato a chiudere i cancelli ma hanno piegato le recinzioni. Magari chiedere il permesso per poter giocare... magari chi legge è un genitore di questi ragazzi... Apd Voghiera Fc”.

Comprensibile la rabbia, perché qui non si parla solamente di rovinare attrezzature che di fatto sono pubbliche ma c’è anche in ballo la responsabilità di chi, come Inglesetti, è il presidente dunque ha delle responsabilità nei confronti della legge. «Purtroppo - ci racconta -, è una piaga che dura da tanto tempo. Noi curiamo il campo, tagliamo l’erba anche in questi giorni in cui facciamo riposare il manto e la gente entra per giocarci, sposta le porte e utilizza il campo come se fosse casa sua. E dietro al bar del campo c’è un gazebo chiuso con dei tendoni: le persone entrano anche lì, spostano i tavoli e vi lasciano delle scritte, fumano. Quando abbiamo chiuso tutto sono stati spaccati i lucchetti, a forza di scavalcare è stato rotto un cancello; non si capisce quante difficoltà già abbiamo con una piccola società come la nostra».

Il presidente conferma di essersi rivolto a Comune e forze dell’ordine: «Ho scritto per segnalare la cosa sia all’amministrazione che ai carabinieri, chiedendo a questi ultimi che facciano più controlli. Spesso ci sono dei bambini piccoli, ma oggi (domenica, ndr) c’erano degli adulti che giocavano tranquilli: quando li vediamo si comportano bene e li lasciamo giocare, ma poi troviamo dei danni e allora la cosa non va più bene. Gestire il campo è fatica fisica e costo economico, un problema. E da presidente ci sono delle responsabilità, se qualcuno si fa male, specialmente un minore, la responsabilità è tutta mia, perché l’impianto è sì comunale ma è dato in gestione alla nostra società attraverso un bando, quindi non è del tutto un bene pubblico».

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