Nerio Stella, una vita per il mare: il bagnino lascia dopo 46 anni
Lidi L’assistente ai bagnanti lascia spazio ai giovani dopo quarantasei estati
Lidi Dopo quarantasei estati trascorse in piedi sul moscone, a sorvegliare i bagnanti, tenendo sempre pronta la mano sul fischietto, per Nerio Stella è arrivato il momento di appendere remi e costume rosso al chiodo. La prossima stagione, per la prima volta dal 1980, il decano degli assistenti ai bagnanti dei sette Lidi assicura che sarà a bordo piscina, con un drink in mano e con lo sguardo sereno di chi sa di aver dato tutto. E, conoscendolo, non mancheranno incoraggiamenti e consigli alle giovani leve che vorranno ascoltarlo. Sessantasei anni, una vita passata in mare, Nerio Stella ha iniziato giovanissimo, seguendo le orme del padre Gino, all’anagrafe Gianluigi.
«Sono “figlio d’arte” – racconta il veterano degli assistenti ai bagnanti del litorale comacchiese –. Mio padre mi ha inculcato la passione per il mare e per il salvamento». Alla fine degli anni Settanta, ancora adolescente, muoveva i primi passi al Park Gallanti; a vent’anni, nel 1980, l’inizio ufficiale di una carriera che lo ha reso un punto di riferimento per colleghi e turisti. In oltre quattro decenni sono cambiate regole, leggi e tecniche di primo soccorso e, come riconosce lo stesso bagnino storico dei Lidi, «all’inizio c’era molta più manualità. Il massaggio cardiaco si faceva con il bagnante girato su un fianco. Oggi si usano defibrillatori e protocolli avanzati. La formazione è molto più specialistica. Siamo diventati assistenti altamente qualificati, chiamati a intervenire con competenze sempre più ampie e precise, quasi come gli infermieri».
La sua è stata una carriera vissuta tra mosconi e stabilimenti, che hanno segnato la storia dei lidi: Rotonda, Capanna (oggi Lidò), Chalet del Mare, Capriccio, Jolly, Mare Moto, Serena, Cris, Orsa Minore. L’ultimo approdo è stato il Bagno del camping I Tre Moschettieri, a Lido Pomposa, dove Stella ha prestato servizio nelle ultime stagioni. Ovunque ha lasciato un segno, intrecciando rapporti di amicizia grazie a un mix raro di affidabilità, affabilità ed autorevolezza. Indimenticabili alcuni salvataggi, «come quel pomeriggio al Bagno Serena con un vento di garbino furioso – ricorda Nerio – sul windsurf. Un amico, per soccorrerlo, mi ha sottratto il moscone dalla spiaggia e ho dovuto prenderne uno in prestito. Alla fine ho trainato cinque persone. A vent’anni l’adrenalina è pazzesca»
Un altro ricordo rocambolesco? «L’arrembaggio, o quasi, a un motoscafo finito troppo al largo con un ragazzino sotto choc e tanti interventi su catamarani scuffiati». Nativo di San Giuseppe di Comacchio, il decano degli assistenti ai bagnanti è anche istruttore di basket dal 1985. Ha allenato squadre femminili di serie B e formazioni in tutta la provincia. Oggi segue gli Scoiattoli di Copparo e gli Esordienti (10-11 anni) di Comacchio. «Ho avuto la fortuna di fare dei lavori che coincidevano con le mie passioni. Il salvamento – ammette Stella – è stata una scelta di vita rischiosa, carica di responsabilità. Mi è andata bene». A raccogliere il testimone ci sono anche Alice e Adelaide, entrambe diciassettenni. «Nel 1995 ho portato le prime ragazze a fare questo mestiere. Oggi – chiude Stella – in cooperativa sono quindici. Un bel traguardo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA