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Il caso

Movida a Ferrara, in via Arianuova residenti esasperati: «Tavolo di confronto»

Francesco Gazzuola
Movida a Ferrara, in via Arianuova residenti esasperati: «Tavolo di confronto»

E spunta una sentenza che responsabilizza il Comune

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Ferrara Ci risiamo. Non c’è pace per via Arianuova e i suoi residenti, che regolarmente devono fare i conti con schiamazzi degni della miglior curva sportiva – una volta è pure spuntato un pallone – e danni alle proprietà. Per questo hanno deciso di mobilitarsi.

Sono note le criticità che interessano una delle principali zone della movida ferrarese, dove la convivenza tra discoteca e abitanti del quartiere è spesso messa a dura prova da quanto accade per strada, fuori dal locale e solitamente quando le luci della sala da ballo si spengono. La cronaca è attuale e parla di danni alla proprietà, atti vandalici e risse sfociate in aggressioni con armi da taglio. Teatro delle violenze è il parcheggio Diamanti ma «danneggiate dai comportamenti irrispettosi sono anche le aree nel tratto dal club all’area di sosta».

Anche per questo nei mesi scorsi il Comune aveva attivato un piano sicurezza, implementando le unità di street tutor in zona. Tuttavia la loro «presenza non ha portato alcun miglioramento – spiegano i cittadini – perché vengono posizionati in zone inadeguate: qualche volta c’è una macchina all’incrocio con via Ariosto e un’altra sotto al parcheggio, ma si vedono solo a inizio serata, mentre in altre occasioni non ci sono neanche, e comunque è come non averli».

I residenti si sono così mobilitati affinché venga implementato il personale di controllo lungo tutta via Arianuova e soprattutto negli orari di uscita dal locale, valutando l’installazione di telecamere. Qualcuno si è recato direttamente in Questura e in Municipio, sottolineando criticità ma anche suggerendo soluzioni. Esempi sono i vicini Matis e Le Grotte, a Bologna e San Pietro Casale, calati all’interno del centro abitato: «Qui sono state realizzate riunioni tra rappresentanti dei locali, Comune e residenti. Quest’ultimi hanno potuto fornire consigli in merito alle fasce orarie e zone più colpite, così da disporre gli street tutor in modo ottimale».

A Ferrara si augurano che possa avvenire questo incontro. Anche per evitare di esasperare il clima, come accaduto dalle parti di Brescia, dove si è finiti davanti al giudice. Succedeva tutto per la via, come nella città estense, così la Corte di Cassazione ha chiarito che il Comune aveva «il dovere di adottare le precauzioni necessarie per evitare immissioni acustiche intollerabili anche se provenienti da luoghi pubblici come una strada. In caso contrario – evidenziano i residenti – l’ente può essere condannato a risarcire il danno subito dai cittadini e a intervenire concretamente per ridurre i livelli di rumore». Un tavolo di confronto è decisamente più comodo per tutti. 


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